Se

Se sapessimo leggere oltre le parole, se riuscissimo a cogliere il dolore delle persone nascosto dietro a sorrisi e spavalderia, se cogliessimo il desiderio di una carezza innocente dietro agli atteggiamenti delle femmes fatales, se riuscissimo a vedere quanta disperazione negli addii che vogliono solo dire “tienimi con te, stringimi, non staccarti mai” , se sapessimo alleggerire quei fardelli emotivi che zavorrano e isolano, se solo sapessimo andare oltre, e spenderci per gli altri e mettere in circolo un’affettività che figlia altra affettività e non stessimo a guardare con indifferenza o una riservatezza che diventa quasi apatia, e se non avessimo paura di dare troppo di noi, quanti cuori più leggeri, quante braccia che circondano altre braccia, quanti occhi più asciutti. Se

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Dare imposizioni all’altro, costruire recinti, è limitare l’altrui libertà e rinforzare le proprie gabbie mentali. Il prigioniero è più libero del suo secondino, può volare con la mente, inventare corse sfrenate in prati sconfinati, il suo aguzzino saprà contare solo passi e sbarre d’acciaio, respiri angosciati, saprà vedere solo asfalto, polvere e ferro.

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I cuori a volte si riattaccano, si ricuciono, altre volte hanno bisogno di scosse. Tum tum, forza e coraggio, i cuori limpidi sono sempre d’acciaio e senza paure. E la famiglia ricostituisce il famoso cerchio d’amore, fatto di fuoco, indistruttibile, inossidabile.

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Ho un fiume di parole

Ho un fiume di parole, quelle più scintillanti le porto in superficie, quelle più cupe, dolorose, rabbiose, urticanti, le costringo nelle mie gabbie. Sono parole di vetro, la mia mente corre, si libera, poi atterra malamente al suolo, si frantuma, si rialza, si sfracella nuovamente, tutto un affanno, una ricerca continua del baricentro, una folla di pensieri misti, antitetici, asfittici ora, liberatori poi, deliranti e poi concreti, e nel mezzo scorre una vita che ha tanti burroni da saltare, con tutte le energie che ho in corpo e il cuore in gola, perché la paura di caderci e restarci è tanta Una vita poco liscia, ma è la mia vita e la grande forza è accettare quel che di male ti arriva alle spalle, senza lasciarsi seppellire, ma combattere per raddrizzare il tuo destino storto. E ringraziare persino quando piove, perché poi il sole ti appare più abbagliante.

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La vera sfida

É facile darsi quando si è pieni di energie e buonumore, la vera sfida è restare altruisti e generosi nella fase di luna calante (in senso metaforico, eh!). Ma dare amore è sempre fruttuoso, torna indietro centuplicato, non necessariamente dalle stesse persone che lo hanno ricevuto in dono. Senza lasciarsi prosciugare dalle anime in pena che vanno da un cuore materno all’altro e li cannibalizzano, perché la prima forma di amore, devozione e protezione deve essere per se stessi.

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Saggezza

La saggezza non è nei libri, ma i libri possono migliorarti. Le amiche non sono nella tua casa, ma possono abitare nel tuo cuore. Non sarò mai zen, ma per il solo fatto di averci provato, sarò migliore di oggi.

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Sono una persona fortunata

Sono una persona fortunata. Quando me ne dimentico riesco ad essere triste, anche profondamente triste. Ma quando riesco a ricordare le fortune che mi sono capitate, allora ritorno ad essere di luce, a ringraziare per quello che ho. Per quello che non ho, ho tempo fino all’ultimo giorno di vita per guadagnarmelo.

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Outing/2

Per me non è un buon periodo, è ricco di cadute su tutti i fronti, botte sui denti continui, però ve lo devo confessare, io ho un ottimismo cieco e fesso, che non vuol saperne, ha bisogno di esistere e rinvigorirsi, penso sempre che oggi è stato così, domani sarà meglio, e anche se sono triste per alcune cose che mi danno dolore, non penso mai che la mia vita sarà sempre dolore, prego solo che passino presto i giorni del dispiacere intenso fino a che arriverà la primavera gonfia di vita e novità positive. A questo ci si arriva se la salute ci assiste, se abbiamo un’indole positiva, ma possiamo anche esercitarci quotidianamente, infittendo i rapporti con le persone ottimiste e piene di valore e vigore e allontanando quelle negative, piene di livore verso la vita, rancorose e acide. Alzandoci e creando attorno a noi un alone di affetto verso noi stessi e gli altri. E impariamo anche ad aprirci senza rinunciare al nostro giardino segreto: raccontare le cose più intime e private senza distinguere l’interlocutore, non ci rende aperti e sinceri, ma sprovveduti…il primo dovere che abbiamo è preservarci e centellinarci, costruire un rapporto di fiducia, non pretenderlo con le confidenze. Oggi è il primo giorno di un mio esercizio spirituale che dovrò protrarre per tutto il mese: ho già avuto delle piccole cadute, ma sono sicura che mi affinerò nei prossimi giorni e questa forma di disciplina mi rafforzerà: nulla si ottiene senza sforzo, sacrificio, meticolosità e fiducia. Qualunque sia la vostra strada per cercare la serenità, ricordate che il viaggio che vi conduce è parte esso stesso del vostro progetto di armonia spirituale. Buona vita a tutti ❤❤❤.

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Giganti o nani?

Fare ombra con la propria personalità, dipende dall’essere gigante o dalla dimensione lillipuziana di chi ti teme?
La malizia é negli occhi di chi legge, leggerezza e levità diventano segni di immoralità, il povero di spirito si sente depredato da chi sorride pieno alla vita e seduce con la felicità, non con la carne.

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