Amanti (mondi paralleli)

Come le racconti che era esile pagliuzza d’oro e non forziere 
Come le dici che ha soffiato segreti 
In orecchie presto dimentiche 
E come le fai capire 
Che quei fiati uniti 
Erano sogni mendaci 
E, ancora, come le togli dalla mano sua 
I segni dei destini uniti 
Dal verbo e dal sentire?
É nulla ormai, e s’ avvinghia ai ricordi mai vissuti 
Aliena a lui, sconosciuta 
Al conosciuto e desiderato, 
Dimenticata, e senza marchi sulla carne sua

 Amelia De Simone – luglio 2014
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Sacrari e lupanari

Le identità doppie 
Binari monotoni e lunghi 
La vergine supplica la meretrice 
E la meretrice la vergine 
La parola taciuta 
La parola ostentata 
Torce d’ombra nutrite di luce 
Lame chiare offuscate dall’oscurità 
Pudori che conservano 
Esibizioni che struggono 
L’eterno riscatto del sacrario 
L’eterno supplizio del lupanare 

Amelia De Simone – luglio 2014
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Mille accenti

mille gambe, mille accenti, mille seni 
parole così diverse e così germane 
olezzi e inebrianti profumi 
vomiti e ambrosie 
quelle figliava senza aspettare glorie 
che spettano alle genti sovrane delle parole
 l’amica d’ambra carezzava l’orgoglio,
 le rubava il buio ai canti
 e chiedeva al sole di rischiarare le sue arie 

Amelia De Simone – luglio 2014
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Pelle di gitano

So di certo che l’aria tra le dita 
È il soffio tuo, che ardito, 
Frugasti nelle mie mani 
A cercare i fili del passato 
Ora che la pelle tua ombreggia la mia 
Sarai ancora quel gitano 
Che corrompe gli arcani 
E squarcia i segreti miei?
 Abbandona la tua magìa,
 Lascia che serbi in me 
Il fiele antico, e che rigoglioso e fecondo germogli il seme nuovo

 Amelia De Simone – luglio 2014
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Alterità

La stella risorta già si spegne 
Accantonata e incompresa
Senza altera libertà 
Solamente altera solitudine 
Canta senza armonia 
Fischia senza tenere il tempo 
Danza sgraziata e pesante 
Senza specchi 
Senza applausi 
Si avvita su se stessa 
In un vorticoso giravolta 
Sparge oli dagli occhi nell’aria indifferente 

Amelia De Simone – luglio 2014
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Cala la testa

Prodiga mano, fiumana di verba, 
Arresta l’ardore 
Chè otri crepate
 Riempire non puoi 
Cala la testa sulla ruvida sabbia 
Assapora l’assenza
Acre e improvvisa
E dona la pace 
Al cuore sì ottuso 

Amelia De Simone – luglio 2014
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Le ragioni d’amore

Non é la pelle tua che ruspa le mie budella 
Non é la bellezza che la tenera madre non concepì per te 
Non é il moro Paride che non si specchia in te, 
Ma solo otri d’acqua che spengono le furie mie 
E le sonate in parole e in respiri che ci annodano 
Solo questo, e forse quegli occhi sì malinconici e caldi,
 E il labbro negro, e il rame delle carni tue. 
Solo questo.
 E mille altre ragioni che il petto mio tace.

 Amelia De Simone – luglio 2014

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La terra bruna nella terra bruna

 La parola s’è fatta fertile, la rena mia ha accolto i tuoi grani
 Àrami e cresci negli arbusti 
E fatti pianta e contadino 
E terra e mano 
Roncola e seme
 Spezza le zolle e annoda le radici 
Disseta i legni e matura i frutti
 Ricalca i passi miei
 E falli vergini e profondi 
Terra bruna nella terra bruna

Amelia De Simone – luglio 2014
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Il silenzio

Di notte i guaiti s’assomigliano tutti 
Tutti i cani paiono partoriti dalla stessa cagna 
Una voce sale 
Ê nenia, é lamento, é guaito, 
Si soffoca nell’aria
 Poi finisce senza preavviso, 
E torna il silenzio
 Che restutuisce innocenza 
E sonno

Amelia De Simone – luglio 2014
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