Io sono

Io sono mare, e campo, e rena 
E poi ancora schiuma e fiore, 
Oro e vento, fame e rabbia, 
Sono colore e calma e fragore, 
Dubbio e incoscienza e forza 
E sono le mie rughe e le mie imperfezioni 
Sono l’immagine che vedi 
Il pensiero che ti sorge 
E sono quel che non ti appare 
E quel che non arrivi a pensare 
Sono gatto e sono nodo, 
Sono verso e sono fuoco, 
Sono occhi che scrutano lontano 
E occhi ciechi e sono paura, 
E tristezza e risa, 
Sono braccia asserragliate, 
E mani tese, 
Sono broncio e segno di pace, 
Sono tutto il mio passato e sono il mio domani 

Amelia De Simone – agosto 2014
Condividi:

Chiaroscuri

Quando poi ti racconterò delle piogge 
Che m’hanno intrisa di terra nera 
E dei venti che m’hanno scossa 
E dei veli che m’hanno celata 
Allora saprai quel poco di me 
Che ti sarà dato 
E quando poi mi vedrai ridere 
E dare a piene mani 
E indossare la pelle d’altri 
Allora saprai ancora un po’ di me 
E ancora le furie e gli egoismi 
La disciplina molle e il pigro agire 
I piccoli pensieri e le risposte mendaci 
Ti sveleranno le ombre mie 
E saprai di me quel che 
Le tasche tue sapranno contenere 

Amelia De Simone – agosto 2014
Condividi:

L’attesa

Tarda nella notte ha atteso che lui facesse un cenno di pensiero rivolto 
Aveva masticato cicoria e fissato lancette lente e senza nuove 
Pesante nei passi, la testa china, s’ arrese alle ore vuote 
e s’ abbandonò alle sconcezze della solutudine. 

Amelia De Simone – luglio 2014
Condividi:

La preghiera

Incenso che penetra le vesti e profuma le carni,
le fronti imporporate, racconti di mistici e monti, 
La voce di chi vide i molti mondi 
E lesse i segni degli dei e della natura 
Parole che spurgano e liberano 
Calori alle mani e alle tempie 
Il cuore che s’ alleggerisce e la testa 
E s’ illimpidisce il sangue 
E aerea diventa la vita e il sogno 
Il bene da diffondere, il pane da dividere, 
Figlie di tante madri, sorelle nella preghiera 

Amelia De Simone – luglio 2014
Condividi:

I nudi miei

Ho una scatola di latta 
Con gli angoli arrugginiti 
Ammaccata qua e là 
Nasconde le carte mie 
Pensierose e annodate 
Silente le tiene in pancia 
Le custodisce e cova 
Come madre di figli 
Abbandonati e oscuri 
Sa delle fitte, delle lave e 
Dei sugheri, 
Dei giorni di cenere 
E dei guizzi di brace, 
Ermetica e chiusa difende i nudi miei 

Amelia De Simone – luglio 2014
Condividi:

Silenzi

Le mie pagine fitte e chiuse 
Zampillano idee e umori 
(Trattengo ed espando) 
Le mie pagine ricche e celate 
Brulicano di tormenti e suggestioni 
(Esprimo e sopprimo) 
Silenzi in parole 
Silenzi che sguarrano 
Silenzi senza uditi 
(Candidi e ottusi) 

Amelia De Simone – luglio 2014
Condividi:

Filo ruffo

 Non odo l’eco dei passi tuoi, 
Non t’affacci più alla balaustra 
Distante resti, dimentico d’avermi stretta a te 
D’avermi fatta orma del ventre tuo 
Rapita dall’avvenire che non verrà mai, 
Sottratta al vero dagli occhi tuoi smarriti altrove 
Ora attendo ciò che non sarà mai 
Millanto di conoscerti, 
E sapere i pensieri tuoi, 
Straniero in terra senza dogana 
Perso nei dogmi tuoi 
E ancora l’intesa che si tesseva insieme é dipanata e s’é fatta filo ruffo 
Nascondo al mio intelletto 
La verità di ruggine 

Amelia De Simone – luglio 2014
Condividi:
Le conosciute stanze

Le conosciute stanze

Piccoli tocchi, come carezze silenti,
leggero sfiorare per partire senza andare,
sapiente mi alleni alla memoria senza sigillarmi promesse
Nutrimi del tuo tornare, dei tuoi passi forti,
tuonami le parole che io conobbi
lasciami ancora attonita
levami dal solitario stare
Riconducimi alle conosciute stanze

Amelia De Simone – luglio 2014

Condividi:

Malinconia

Sottile, s’assiepa in seno, 
E cova, e molce il cuore, 
Senza strappi, piccoli colpi, e sussulti, 
Qual lacerare per attrito, 
Consuma i pensieri 
E i giorni del domani 
Senza spasmi, piccole apnee, 
Il dolce dolore, 
L’agre nicchia dei pensieri frusti 
Lascia molle e indolente 
Senza fragrori, senza soffi di nari, avvilisce senza nemmeno sfiancare 

Amelia De Simone – luglio 2014
Condividi: