Dalila e Coco

Sembran dello stesso pelo,
L’umana non si distingue dalla gatta,
Fusa nascono l’una per l’altra,
E si cercano, come madre e figlia,
S’addormentano acciambellate,
Strette dal patto dell’amore,
E poi ognuna d’improvviso
Rivuole lo spazio suo,
Faccia introversa e corrucciata,
Una lamenta, l’altra miagola,
La stessa matrice, gatte e sorelle,
Poi di nuovo si mescolano
Vibresse e guance,
Carezze e code,
 Occhi grati e occhi pieni
Amelia De Simone – settembre 2014
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Il tempo

Il tempo

E questo tempo in cui sei via,
É un tempo senza contorni,
Odori e gorgoglii, é fisso, non increspa nessun mare,
Rimane muto, senza ragione,
E quando poi torni,
Il tempo diventa pieno e ricco,
Saporito di te,
La bocca piena di sorriso,
Quasi stolta, per contenere
Tanta grazia nel petto
Amelia De Simone – settembre 2014
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La sciarpa

La sciarpa

Il tuo abbraccio é diventato la mia sciarpa,
Profuma di te, non voglio lavarla mai,
Solo annusarla, così non ti dimentico,
Non dimentico la strada di casa,
Ciottoli e fili di lana,
E torno sempre, sempre.

Amelia De Simone – settembre 2014

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Lo spettatore

Era te che attendevo, 
tuo il destino da spettatore del mio onirico film, 
io regista, 
tu pubblico,
 attonito e curioso,
 Il genio mio cos’é senza gli occhi che guardano e scrutano,
 S’affascinano e indagano,
 si insinuano nelle stanze più segrete e inaccessibili,
Nelle scene dense,
private ed intime, 
Un sole che sorge a un’iride cieca, 
La serratura dello scrigno senza chiave 
Una gola senza voce e nenìe, 
Questo solo sarei io, 
senza lo sguardo tuo

 Amelia De Simone – settembre 2014
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La voce

Mi condanni ad ascoltare 
La voce mia, 
Eco dell’ego, 
Invece che godere della tua, 
Che s’ acquatta quieta e 
Ignara nella gola 
E affata inconsapevole l’orecchio mio, 
Si snoda morbida e suadente, 
Una fugace carezza 
Che esce dalle labbra senza furie, 
Onda di mare calmo, 
Mulinello lieve di fiato musicale 

Amelia De Simone – agosto 2014
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Figlio di due mondi

Radice di liquirizia, 
radici di madre e padre, 
radici di acqua di mare, 
e di terra riarsa, 
sono di questa sponda e dell’altra ancora, 
sono di questa lingua e di quella degli avi miei, 
sono pianta di limone e pianta d’ulivo, 
sono di questi borghi e dei mosaici miei,
sono ricco di due culture, 
sono nato due volte, 
non ho fratture, 
solo insenature, 
suggestioni e comunioni. 
Sono figlio tra i figli,
pietra tra le pietre, 
frutto tra i frutti 

Amelia De Simone – agosto 2014
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Volli essere

Radiosa, volli essere radiosa, 
Per questo t’accolsi in grembo, 
Tra le braccia e tra le ciglia, 
E diventai tua madre e tua figlia, 
Donna di sapere e donna senza scienza, 
E divenni la tua ancella e la tua matrona, 
La tua guida e la tua discepola, 
La tua musa e la tua iniziata 
Radiosa,
 con l’incoscienza dei giorni senza fine. 

Amelia De Simone – agosto 2014
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É solo

È solo un sorriso, 
sono solo i miei occhi di carbone, 
solo la mia bocca di melagrana, 
tu mi guardi come fosse folgore, 
t’accasci tra le braccia, 
rapito, 
dimentico di te 

Amelia De Simone – agosto 2014
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