Sembran dello stesso pelo,
L’umana non si distingue dalla gatta,
Fusa nascono l’una per l’altra,
E si cercano, come madre e figlia,
S’addormentano acciambellate,
Strette dal patto dell’amore,
E poi ognuna d’improvviso
Rivuole lo spazio suo,
Faccia introversa e corrucciata,
Una lamenta, l’altra miagola,
La stessa matrice, gatte e sorelle,
Poi di nuovo si mescolano
Vibresse e guance,
Carezze e code,
Occhi grati e occhi pieni
Amelia De Simone – settembre 2014