Non è l’ora dei nostri incontri
E, quindi, è l’ora della solitudine,
Senza particolari inquietudini
O tristezze, semplicemente esser
Soli, lontani, altrove da te,
Un po’ di fiato corto e senza specchio.
Author: Amelia
Non amo te
Non amo propriamente te
Ma quel che mi fai diventare
Non amo propriamente te
Ma le mani tue che mi insegnano
A impastare il pane quotidiano
Non amo propriamente te
Ma quel che mi fai vedere
Del mondo dal tuo oblò
Non amo propriamente te
Ma quei passi che mi fai
Danzare a cielo aperto
Non amo propriamente te
Ma quei libri intensi
Di cui mi fai innamorare
Non amo propriamente te
Ma quei sassi che raccogliamo
Chini lungo le spiagge aspre
Non amo propriamente te
Ma tutte le speranze
Che mi infondi
Non amo propriamente te
Ma tutte le piccole millesime
Cose che facciamo insieme
Non amo propriamente te
Amo me stessa per quel
Che vedo attraverso gli occhi tuoi
Non amo propriamente te
Eppure è te che amo.
Amelia De Simone – settembre 2014.
A Dalila
Ti colmo, amore, di me,
Uso le mie mani per carezzarti,
Ti liscio i capelli, e il viso bello,
Quei fianchi di donna giovane,
E le tue palpebre, carne mia,
Ancora ti carezzo il viso caro
E ti stringo a me,
Ti riporto in grembo,
Ti riannodo al mio cordone.
Ti proteggo, anima mia,
E rubo i tuoi dolori
E scaccio via i tuoi guai,
Come una vecchia strega
Sarò il tuo amuleto,
E mai nessuno abbatterà
Il nostro muro di cinta.
Mi colmo, amore, di te,
E mi carezzi, mia amata,
E diventi medicamento
Ed essenza di vita.
Amelia De Simone – settembre 2014.
Uscire dalla propria pelle
Io ci provo a spiegarti di me,
A raccontare delle cave, dei massi,
dei sentieri tortuosi, delle radici nodose,
Dei foschi antri, degli abissi profondi,
Dei sottoboschi ombrosi e scuri,
Ci provo a svelar di me, ci provo a testa bassa,
E tu provi a capire, ma inciampi
Nelle trappole che dissemino,
Nelle false realtà, negli indizi doppi,
Nei miei ossimori, perché svelarsi
È lasciarsi amare, svelarsi e diventare
Di vetro, è diventare fragile,
Svelarsi e uscire dalla propria pelle.
Amelia De Simone – settembre 2014.
Ma io ti sogno
Ma io ti sogno, in mille sogni,
Ti ritrovo in quella casa di montagna,
I vecchi coi volti segnati da rughe,
Madri forti e assolute,
Donne che mi fanno ombra, e sanno d’ombra,
Eppure io so che sei il padre dei miei figli,
Quei figli che ancora non porto in grembo,
E so che t’appartengo
E so che, amor confuso,
Le tue nebbie spariranno,
E sarai il mio compagno di sempre,
Per sempre
Continuerò a sognarti, perché
Non posso toccarti in carne,
E rivivo la tenera bellezza
Dei nostri incontri di anime giovani
E ho il petto pieno di crepe,
Malamore che nel sogno
Diventa amore gravido
Di vita felice.
Nuova
Ho bisogno di riposo,
Da me stessa, dai miei fantasmi,
Dalle mie paure, ho bisogno di riposarmi
Dentro al petto tuo, nel tuo abbraccio,
Ho bisogno di dimenticarmi di me,
E riconoscermi nuova, senza ombre,
Nella tua pupilla lucente,
Nei tuoi sussurri teneri,
In un fischio di treno,
Una risata leggera E saporita e simpatica,
Nell’incanto che regali ai miei gesti,
Nuova, ma familiare,
Nuova ma già conosciuta nella mente,
Nuova ma indovinata
Nuova ma già cara.
Amelia De Simone – settembre 2014.
Forza e nutrimento
Tu rifulgi
Io t’ho sognato feroce e appassionato,
Nelle vene l’acqua salata del mare nostro,
La malattia di me, l’arsura, l’ardore,
La rabbia della distanza,
La necessità di tenermi al fianco, lontana mai,
La folgore nello sguardo, gli occhi di carbone,
La pelle cotta dalle furie della gelosia,
Non una notte senza rubare i miei baci,
E le carezze ardite, io t’ho sognato, e
Sempre ti riconosco tra le ombre
Degli uomini fiacchi, rifulgi mio guerriero,
Abbatti le mura del mio orgoglio
E rovisti nel mio giardino segreto,
Pronto a sotterrar paure
E a disseppellir i sacri guizzi.
Amelia De Simone – settembre 2014.
I poeti
I poeti raccontano di sé prendendo a pretesto il mondo,
Sanno di cenere e fuoco lento e parlano di fiamme e feroci incendi,
Inventano mondi paralleli e si muovono in tristi paludi
Quando parlano d’amore conoscono solo anestesia del cuore
Quando tuonano vendette hanno il sangue molle,
I poeti sono solo sceneggiatori,
Pavidi e un po’ beffardi,
Anche se a volte hanno davvero
Un rimestìo nel petto
Amelia De Simone – settembre 2014.18

Gloria a te!
M’hai rubato gli occhi, e quel sorriso
Timido e impertinente insieme,
T’ho tenuta in grembo, batuffolo di lana ieri,
Oggi una fanciulla che fiorisce,
I lunghi capelli che carezzano le spalle tonde,
I fianchi che abbozzano morbidezze di donna,
Figlia, compagna e sorella,
Il tuo pensiero ricalca il mio,
Nel tuo sguardo ritrovo stupita il mio,
Mia complice, mia amica, mia anima,
La casa é fatta di mura e di te,
Di graniti e di soffi d’amore,
Di legni e risate a crepapelle,
Di respiri e sospiri intrecciati,
Di sapori e saperi condivisi,
E sogni e speranze,
Di impasti a quattro mani
E di maglie di lana e tessuti
Intrecciati di fiducia e protezione
Amelia De Simone – settembre 2014.