Tu rifulgi

Io t’ho sognato feroce e appassionato,
Nelle vene l’acqua salata del mare nostro,
La malattia di me, l’arsura, l’ardore,
La rabbia della distanza,
La necessità di tenermi al fianco, lontana mai,
La folgore nello sguardo, gli occhi di carbone,
La pelle cotta dalle furie della gelosia,
Non una notte senza rubare i miei baci,
E le carezze ardite, io t’ho sognato, e
Sempre ti riconosco tra le ombre
Degli uomini fiacchi, rifulgi mio guerriero,
Abbatti le mura del mio orgoglio
E rovisti nel mio giardino segreto,
Pronto a sotterrar paure
E a disseppellir i sacri guizzi.

Amelia De Simone – settembre 2014.

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