La madre e il piccolo tiranno I capelli neri, setosi, freschi di acque e oli,
Nascosti agli sguardi ingordi
Da stoffe pudiche
La donna portava a spasso innocenza e fianchi e seni
E un bambino per mano
Consumato nelle nari
Dai fuochi della gelosia
Gli uomini ardevano al suo passaggio il sussulto del petto
Li ammansiva e rendeva folli
L’insenatura offerta agli occhi mariuoli
La creatura ricciuta, lapilli sotto le ciglia
I furori per la madre sua
S’immaginava questi dolorosi guizzi d’occhi
E s’arrostiva il cuore
La femmina sacra
Senza colpe e cupidigie
Avanzava serena
E sorrideva al broncio
Della creatura assillata e morbosa.
Poesia
Terra, Terra, Terra
Estranea
Primavera
Volo
Giovinezza meritata
Ricordo di esser stata giovane,
Una gioventù di bellezza senza fierezza,
Un’allegria senza leggerezza,
Una giovinezza pensosa, un po’ ricurva,
Affollata di dubbi e proclami,
Le letture disordinate e vibranti,
Le amiche fatte della stessa sostanza
Delle sorelle, carnali e indispensabili,
Quanti viaggi fuori di noi,
Quanti serragli dentro di me,
Chiostro inviolato,
Ed ora, timidamente, mi riapproprio
Di giovinezza lieve, trasognata,
Meritata.
Amelia De Simone – ottobre 2014