Il fuscello

Sono quel fuscello che le acque trascinano via
Nella furia delle piene, incastrato tra mille detriti,
Nei mulinelli inarrestabili, in balia dei venti e delle risacche,
Oppongo resistenza e spero in una riva secca,
Che mi asciughi ossa e occhi

Amelia De Simone – novembre 2014.

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Voglio pensare

Ho bisogno di calpestare la terra umida,
Che sappia di acqua dei cieli,
Di foglie morte, di ciottoli e fili di lana,
Voglio sentirmi nella mia essenza terrena e mortale,
Voglio pensare ai miei passi meccanici,
Al mio andare che porta peso,
Voglio pensare ai miei pensieri,
Al mio giorno con tanti rivoli,
Voglio pensare ai miei progetti,
Alle mie poesie e alle logiche dell’amore,
Voglio pensare al senso del creato
E alle mie piccole mire.

Amelia De Simone – novembre 2014.

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Sensibilità

La sensibilità è una merce che si espone? No, non credo proprio, come non credo si debba pretendere di ricevere né si possa riversare forzatamente sugli altri. E talvolta, anzi spesso, la si vive in solitudine, inespressa, magari dolorosamente inespressa, ci implode dentro per mille motivi, che vanno dal rifiuto dell’altro di lasciarci “entrare” alla riservatezza che ci impedisce di forzare impalcature, che sostengono ossa fragili. Chi ha risorse le ricerca e rafforza in sé, le esprime con la creatività, con la riflessione, con il ritiro spirituale etc. etc. ma questo non vuol dire che tutta l’otre di parole che urgono dentro sia svuotata, anzi. Sarebbe bello allentare pudori e imbarazzi e incontrarsi. Sarebbe bello dare e ricevere ristoro a tanti pensieri di vetro, a tanto peso e senso di isolamento interiore. Perché è così difficile darsi, prendere, ricambiare?.

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Ammutolir le sponde

Ammutolir le sponde

Il mio fiume è così in piena,
Che ti travolgo, seppur vorrei solo bagnarti le radici,
Ti inondo, seppur vorrei donarti solo terra fertile e feconda,
E non fango e detriti, e ammutolir le sponde,
Fatti diga per me, doma le mie acque furiose,
Trattieni a te le mie energie
E spandi ai cieli i miei impeti

Amelia De Simone – novembre 2014.

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Odio

Odio

Odio il tuo amore per me,
odio lo sguardo tuo sulle mie nudità,
il tuo candore mi spoglia
e mi consegna a ore fragili,
senza baluardi e scudi,
odio la tua essenza sana e vera
che mi pretende senza ciglia finte,
odio la tua pazienza silente
alle mie furie sanguigne
odio la tua pelle
che apre i piccoli pori della mia,
odio i tuoi occhi luminosi
che sanno andare oltre i miei paurosi ruggiti
e ritrovare l’innocenza dei miei,
odio la mia immagine riflessa nei tuoi specchi,
troppo dolorosa
è questa creatura
sottile e frangibile

Amelia De Simone – novembre 2014

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Dubbi amletici

Dubbi amletici

In un turbinio di parole, pensieri, azioni ed emozioni altalenanti, dove tutto cambia, come magma bollente, un elemento fisso ha valenza, è realmente un punto fermo oppure è solo un particolare insignificante? I miei dubbi amletici. Forse sarebbe meglio ritornare a impastare pane e biscotti, avrei risposte più certe. E gradevoli (se non sgarro col sale!) (Smangiucchio un cracker cereali e grano soffiato, come dire di sabbia e aria, sarà quello che mi rende tristemente pensosa?).

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Mare furioso

Mi impegno a non amarti,
Ma non ho disciplina, né briglia e museruola,
Mi infrango in mille onde,
Contro gli scogli più frastagliati
Ma resto mare furioso e possente

Amelia De Simone – novembre 2014.

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