E se vieni

Non venirmi in sonno,

É così tanta l’attesa

Che potrei morirne,

Sapendo che é sogno

E non luce vera,

E non tu di carne e ossa

E occhi che ridono per me,

Non venirmi in sonno

E se vieni,  non andartene

 

Amelia De Simone – maggio

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E’ solo una bugia

Puoi anche non tornare,

Sono di carne allegra

E risa forti,

Gaiezza spensierata,

Senza te, lontano,  già dimenticato,

Non mi manchi,  sono già

Figlia di giorni diversi,

Ma se torni non posso

Trattenere più i sorrisi e

Questa felicità che rompe i pori,

Puoi anche non tornare,

Ma ora che sei qui,

Indovini che é solo una bugia

 

Amelia De Simone – maggio 2015

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Il mio riposo

Serro le labbra per non pronunciare

Quel nome che mi toglie il sonno,

E quello affiora sfrontato

E si lascia sillabare da labbra

addomesticate e succubi,

Chiudo le palpebre per non vedere

Il volto tuo che tormenta ogni pensiero

E quello si schianta nelle pupille

E si lascia centuplicare  da occhi

Ammansiti e  innamorati,

Cerco riposo da te,

Eppure il mio riposo sei tu

 

 

Amelia De Simone – maggio 2015

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Avevo fretta

Avevo così fretta di amarti,

Che ho dimenticato di dirtelo,

E tu hai capito lento lento

E lento lento mi ami

Mentre io sono già lontana,

Abbastanza irraggiungibile,

Troppo avanti e forse già un po’

distratta,

Ho fretta ho fretta

E tu sei lento lento

 

Amelia De Simone – maggio 2015

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Le persone di vetro

Essere di vetro vuol dire essere trasparente,  apparentemente fragile,  nell’accezione di sensibile. Molti disprezzano le persone di vetro,  vi scorgono persone deboli da prevaricare a piacere,  da plagiare, da circuire, da mobbizzare, da ghettizzare.

Ma le anime di vetro, proprio perché sensibili, hanno la forza inaspettata di credere in valori irrinunciabili, hanno un’identità che non si frammenta,  nonostante le paure, le lacrime,  le difficoltà reali,  un’identità che non si lacera.

E hanno una lente di ingrandimento che ingigantisce l’intuito emozionale, e restituisce umanità ai rapporti con gli altri.

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Le stelle cadute

Porto a letto le stelle con me,

Poiché non ho potuto dartene

Stelle  cadute, un po’ sbreccate,

che non vogliono più stare lassù,

Nel cielo distante,

Ma raffigurare qui un po’ di meraviglia

E di calore che sempre ci manca

 

 

 

Amelia De Simone – maggio 2015

 

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