Occhi golosi

Non ho più vanti da inventarmi ancora,
la vena mia dei narcisi mi rigonfi e alimenti,
bella tra le più belle, il tronfio petto esplode,
mi fai da specchio con quegl’occhi golosi,
e mi rendi Afrodite paga e piena,
senza tema che ad altre lo sguardo presti

Amelia De Simone – dicembre 2014

 

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Mi servi

Mi servi

A questo mi servi, mio compagno di costole,
A stare contenta, a tratti leggera,
Sognante e deliziosamente incoerente,
Mi servi a riconoscermi, a scoprirmi,
A rubarmi confessioni e parole segrete,
A saper di me attraverso te,
Ad acquietarmi, a riposare i tremiti,
E mi servi per i baci ardenti,
Le mani strette, la pelle carezzata,
Per scrivere e palpitare,
E mi servi per essere

Amelia De Simone – dicembre 2014

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Debole credere

Non ho coscienza così profonda,
Ma nodi di catrame e nodi in gola
E nodi di pudori e nodi di terra nera,
Non so offrire grandi paci interiori
Né arrivarci, solo il mio difettoso
E debole credere, un po’ insolente,
Un po’ stupido, e molto necessario

Amelia De Simone – dicembre 2014

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Sappia la mia mano

É l’ora del naufragio dei sogni,
Mi venga in soccorso la mano pietosa
Di numi, maestri, affetti e occhi di carità,
Sappia la mia mano che scrive
Solamente chimere e visioni,
Viva il mio intelletto la realtà
E non la menzogna,
Grazia mi ammanti e d’altri pensieri affolli
La mente mia, che le ferite siano lievi,
Che altri ristori mi tengano
Paga della mia vita

Amelia De Simone – dicembre 2014

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Bellezza che non posso raccontare

Ma quanti sono i giorni sordi della tua voce,
Vuoti come le reti dei pescatori nei giorni di mare sterile,
Quanto sono lunghi, mille ore, e non passano mai,
E se passano, si affacciano su altri giorni pieni
Di altro, rigonfi di mille bolle, suggestioni che distraggono
Ma non sostituiscono,
E la tua voce mi inchioda i ricordi,
E mi fa intravedere in me una bellezza
Che non posso raccontare.

Amelia De Simone – novembre 2014.

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