Una confessione

Vorrei dirti,
Prendila per quella che é,
Una confessione,
Vorrei dirti che comprendo,
La riconosco l’ombra delicata
Del tuo pudore,  quel tuo tenere
Dentro le parole,  e vedo
Quanto é rozzo quel mio forzati,
Quale donna furibonda sono
Per lasciarti dire cose
Che senti, ma tieni care
Cucite nella pelle, tu calmi
I miei sonni tormentati,
E ti sbucci l’anima
Per colpa mia,
O forse per amore

Amelia De Simone – aprile 2015

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Era il tempo suo

Erano passati troppi giorni,
Forse mesi, anni,
Quindi feci una cosa che nemmeno
Avevo saputo prevedere,
Mi misi in piedi a braccia spalancate,
Gli occhi arrabbiati, imperiosi,
Ed iniziai a urlare e urlare e urlare,
Il nome tuo, così caro,
divenne un fendente nell’aria, un sibilo, un ululato,
Nessuno aveva il diritto
Di tenerti lontano, men che mai tu,
Che eri della mia carne,
L’aria divenne un unico pianto,
E il cielo e gli alberi mi fecero
Capanna, rimasi in attesa del tuo ritorno,
E tornasti, era il tempo suo

Amelia De Simone – aprile 2015

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Il refolo

É un filo d’aria,
Una brezza che
Copre di carezze la pelle
Come la mano di un amante,
Resuscita la vita in corpo,
Apre ai fulgori dei soli avvolgenti,
Distende i pensieri più nodosi,
Prepara ai sonni zuccherosi delle controre,
Una folata che sa di primavera, rinascita,
E sa di riscatto e nuove invenzioni amorose

Amelia De Simone – marzo 2015

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Cuore di leone

Mi sorprende questa quiete,
Domare le distanze,
Rendere minime le attese,
É quasi innaturale,
Chi ha il cuore alimentato a dinamite
Non conosce pace né pause,
Né lontananze né giustificazioni,
Forse é un cuore vecchio,
Oppure un cuore di leone,
Che regge coraggioso
I momenti vuoti di te,
Pronto ad azzannare il collo
Del nemico più feroce,
Il tempo che passa lontano
Dal fiato tuo

Amelia De Simone – marzo 2015

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Abitar la pelle

Provo ad uscire dalla mia pelle
Ed entrare nella tua,
Ha un buon odore, ma non é il mio,
É bella morbida, ma mi sta stretta,
Ci provo, trattengo il respiro
Perché possa abitarci più a lungo,
Ma é un affare sbagliato,
Devo rendertela e riprendere la mia,
Ognuno può conoscere solo i propri pensieri,
nessuno mai é in grado d’abitar la pelle altrui

Amelia De Simone – marzo 2015

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Eterna e veritiera

L’aria così dolce, molle,
Sento un cinguettio che
Annuncia ore primaverili,
Ricche di luce e fermenti di vita,
Alberi in fiore, cuori in tumulto,
Sì ripete il rito delle promesse,
Dei vagheggi, delle speranze,
E ogni volta rinnoviamo la fede
In questa divinità dell’amore
E della gaiezza in petto,
Fingendo sia eterna e veritiera

Amelia De Simone – marzo 2015

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L’amore è folle

Mi indicano come folle,
E tu stesso sospetti che lo sia,
Troppo amore per te,
Ma esser lucida é una forma di morte
Che non mi appartiene,
Voglio essere folle d’amore,
Spaventare e non acquietare,
Urlare e non trattenere sospiri e parole,
L’amore é folle e ti sguarra il petto,
E non esiste gabbia che possa contenermi,
Nè bavaglio che possa ridurmi muta,
L’amore é folle e coraggioso

Amelia De Simone – marzo 2015

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Nulla può trattenermi

Posso pure stare al buio,
Io trovo la strada sentendo la voce tua,
Pure da lontano,
Pure nella lingua che non é dei miei avi,
La trovo e la percorro a piedi nudi,
Le mani fiduciose ai fianchi,
Passo dopo passo mi avvicino,
Annuso l’aria, come un animale selvatico,
Riconosco il tuo odore, nulla può trattenermi,
Esplode la testa il petto il ventre,
Mi precipito tra le tue braccia,
A cercare la pace la lotta la vita sanguigna

Amelia De Simone – marzo 2015

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Abissi

Come si spiega il dolore,
Come si descrive, forse così,
Una figura seduta massiccia
Sulla tua anima, un po’ infame,
Un po’ distratta, l’aria sufficiente,
Che toglie il respiro
E oscura la luce,
Rende faticosa ogni ora,
E fragili e pronte le tue lacrime,
É l’unico momento in cui
Si diventa intimi con se stessi,
Senza esser veramente sodali,
Solo finiti conoscitori dei propri abissi,
Dei burocrati della psiche,
Registratori della propria sofferenza,
Senza sollievi e unguenti

Amelia De Simone – marzo 2015

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