E più ancora

Non ti avevo detto oltre ogni dire

Che t’amo e t’amo follemente,

Cos’altro supplicano gli occhi tuoi

Avidi degli occhi miei e dei capelli,

Della pelle fruttata e della carne corruttrice,

Cosa chiedono questi occhi malinconici

Che si socchiudono a fessura

Per meglio ammirarmi

O per paura di perdermi,

Forse vuoi che ancora ti dica t’amo,

T’amo follemente,  ancor più

E più ancora

 

Amelia De Simone – aprile 2015

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La resa

A nulla é valso il tuo scudo,

Ora sono qui, figlia nel petto,

Madre sul capo,

sorella dal tuo costato,

E amata negli occhi,

É la resa gloriosa

Dei fieri guerrieri

 

Amelia De Simone – aprile 2015

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In stazione

Vorrei arrivarti alle spalle

E sospingerti giocosa,

Guardare divertita

Il tuo volto sorpreso,

Ricoprirti di baci nella folla  e nella folla sparire,

Per riaffiorare nei tuoi sogni

Di lino e zenzero,

Nei tuoi giorni di fumo e caffè,

Di barba incolta, senza severità,

E viaggi un po’ accidentati,

Ricchi di incontri sorprendenti,

E poi il treno si ferma,

E arrivi a destinazione

 

Amelia De Simone – aprile 2015

 

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Sapessi

Alle volte, sapessi, quanta felicità
Nel vedere quel volto amato,
Eppure tu non fai null’altro
Che essere te stesso,
Guardarmi un po’ sornione,
E sciogliermi nel tuo abbraccio

Amelia De Simone – aprile 2015

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La tua bellezza

La tua bellezza

La tua bellezza é così intima,
Ti ostini a cercarla nello specchio,
Specchio mentitore, ti dice che hai fattezze
Che non rendono languide le donne,
La tua bellezza é così evidente,
I miei occhi ne son pieni,
E avidi ne trattengono la luce,
Tu risplendi nei miei sguardi,
É soffusa quest’aura dorata
Che spandi intorno,
L’animo tuo delicato e vergine,
Sei così bello che sorrido
Che sia così segreto,
E invisibile al mondo distratto

Amelia De Simone – aprile 2015

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Amorosi silenzi

Aprire gli occhi e sapere che esisti,
Averti accanto, il fianco tuo che tocca il mio,
Il tuo odore così conosciuto e saporito,
Non sei perfetto ed é così che ti prendo,
I tuoi occhi malinconici mi guardano
E si sorprendono di trovare i miei innamorati,
La tua bocca così morbida
Si lascia cercare felice,
I tuoi pensieri che sono radici e rami
E dalla terra attraversano il cielo
Si attorcigliano a me,
Mi sussurrano amorosi silenzi

Amelia De Simone – aprile 2015

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La felicità dei folli

Vorresti che avessi argini,
Ma gli argini hanno ceduto,
Non é possibile trattenere
Furie di acque e venti,
Non si può trattenere
Tanta corrente,
Tutto questo fermento
Che brulica nelle sponde fertili
Del mio grande fiume,
Non si può trattenere l’essenza,
Né l’aria né la vita,
Tracimo con la felicità dei folli,
Inarrestabile e imprendibile

Amelia De Simone – aprile 2015

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L’abbandono

Se tu mi prometti di non ascoltare,
Di non leggere le mie parole,
Io ti confido la mia paura profonda
Che tu possa abbandonarmi,
E non le carni,
Che sempre attraggono,  e che sono
Di femmina che sa ammaliare,
Ma dei miei soffi più nascosti,
Dei miei pensieri più intimi,
Io temo il tuo abbandono,
Pur avendo il tuo corpo al mio fianco

Amelia De Simone – aprile 2015

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Poesia silente

Vorrei farmi muta,
Incapace di cantare
Tutti i mieli e i venti
Che mi traboccano e attraversano,
Vorrei essere otre e contenermi,
Tacere di me stessa,
Conservarmi come in un chiostro
Di clausura, le grate e le ombre,
Senza luci che abbagliano
E  parole che distraggono,
Vorrei farmi senza suono,
E vivere nei miei pensieri densi,
Diventar vestale dei miei segreti,
Diventar poesia silente

Amelia De Simone – aprile 2015

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Straordinariamente piccolo

Com’è piccolo l’amore,
Straordinariamente piccolo,
É fatto d’una mano,
La tua mano,
che m’accarezza lieve in viso,
Con quella tenerezza trattenuta
Degli uomini mediterranei,
Una mano che mi racconta
Quello che le labbra tacciono,
Sono il tuo pensiero, una scheggia di te,
Un pezzo d’osso,  carne viva,
La tua mano mi ama,
Piccoli afflati d’amore puro,
Accarezza i miei occhi,
La pelle di pesca,
É felice,
Profuma dei miei capelli,
E della bocca, e degli zigomi,
Com’è piccolo l’amore,
É fatto d’una mano

Amelia De Simone – aprile 2015

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