Credo in me

Ho osannato divine bellezze
E mitologiche creature,
Ho provato entusiasmi troppo facili
E malinconie troppo acute,
Realtà distorte da baricentri molli,
Parole anonime rivestite di pelli troppo spesse,
Ed ora che credo in me,
Dimentico di cercare magíe nell’altrove,
E le ritrovo nelle piccole pieghe
Dell’animo mio,
Terra fertile, ricca di vita e luci.

Amelia De Simone – gennaio 2015

 

10443437_10205360560200930_7987948317642205730_n

Condividi:

Divine protezioni

Ho sentieri così modesti e brevi,
E tal pensieri,
E vita senza straordinarietà,
Eppure io credo d’esser assunta
Alle divine protezioni,
Favorita e illuminata,
Mi siano il vento e il seme
E lo scudo e la luce
Sempre miei baluardi e
Ripari e sorgenti.

Amelia De Simone – gennaio 2015

divine protezioni

Condividi:

Occhi golosi

Non ho più vanti da inventarmi ancora,
la vena mia dei narcisi mi rigonfi e alimenti,
bella tra le più belle, il tronfio petto esplode,
mi fai da specchio con quegl’occhi golosi,
e mi rendi Afrodite paga e piena,
senza tema che ad altre lo sguardo presti

Amelia De Simone – dicembre 2014

 

10855143_10205121294219430_4360581403058359984_o

Condividi:
Mi servi

Mi servi

A questo mi servi, mio compagno di costole,
A stare contenta, a tratti leggera,
Sognante e deliziosamente incoerente,
Mi servi a riconoscermi, a scoprirmi,
A rubarmi confessioni e parole segrete,
A saper di me attraverso te,
Ad acquietarmi, a riposare i tremiti,
E mi servi per i baci ardenti,
Le mani strette, la pelle carezzata,
Per scrivere e palpitare,
E mi servi per essere

Amelia De Simone – dicembre 2014

Condividi:

La modella medievalista

Senza titolo 1Ho appena aperto, la saracinesca ancora mezza chiusa e Dalila arriva.
É la figlia della mia migliore amica, una grande amica, vera, leale, intuitiva, intelligente, ma come mamma forse non é stata tra le migliori.
Dalila é una bellissima modella e ha la passione della fotografia in bianco e nero. Sfila per maisons indipendenti, non é sulle riviste patinate di mezzo mondo, ma sulle maggiori italiane spicca per quegli occhi orientali e la pelle scura, da principessa giordana, il collo da cigno e il sorriso timido.

É divertente, ha un senso dello humor tutto suo, parla velocissimo, spesso devo farle ripetere le cose, ed é una testa brillante: laureata in storia, sta concludendo un progetto che la rende tra le medievaliste più accreditate.
Però provate a chiederle l’ora, guarderà l’orologio, le inintelligibili lancette e darà una risposta poco sicura e approssimativa. L’adoro. É la figlia che avrei voluto, se solo avessi avuto la testa di farne o almeno un compagno che ne valesse la pena, ma mica vogliamo parlare di me

Arriva trafelata, ha appena avuto una discussione con sua mamma ed é arrabbiata, ma non sa sfogarsi a parole. Io lo so perché la leggo come un libro aperto. Non le dico nulla, le do un bacio lieve sulla guancia, so che il contatto fisico deve cercarlo lei, altrimenti si infastidisce.

Mi siedo con lei al bancone e apro il vaso delle meringhe. Non esiste un dispiacere di Dalila che non si dissolva davanti a una meringa . All’inizio non ne prende, troppo turbata, poi una mano scivola nel vaso e ne mangia una. Alla terza mi sta raccontando del motivo della discussione. Cerco di rasserenarla e di minimizzare questo suo piccolo dramma. Mi mette un braccio sotto il mio, mi stringe con una mano, e mi dice che mi vuol bene. Mica a parole. Con quei bellissimi occhi orientali.

Liberamente ispirato a mia figlia Dalila

Condividi: