I maestri di vita ti insegnano a edificare.
I falsi maestri fingono di abbattere i muri per erigerne nuovi, più alti e più invisibili
Amelia De Simone




Le poltroncine in velluto rosso disposte a semicerchio sono ancora vuote quando entriamo in sala. Sono di passaggio a casa Donizetti, con la mia amica Sylvia, l’olandese dagli occhi malinconici e dal sorriso degli animi buoni, casualmente abbiamo saputo che da lì a poco si terrà un concerto di mandolini, mandola e chitarra.
I musicisti stanno provando: hanno tutti abiti casual, si cambieranno appena prima del concerto, tranne una delle due mandoliniste, vestita di tutto punto elegante sia nelle sete, che le scivolano addosso, che nella postura e nelle movenze. È perfetta, però ha i piedi nudi. Scarpe di vernice nera dal tacco alto sono allineate una alla sua destra e l’altra alla sua sinistra.
Il contrasto mi incuriosisce: la guardo e le scatto un fotogramma, la fermo nell’istante in cui sente la musica, sente la terra coi piedi nudi e sottili, le vibrazioni nell’aria l’attraversano e la rendono eterea eppure terrena, celeste eppure del mondo. La raffinatezza dell’essere senza apparire, del catturare la scena ai miei occhi con un paio di scarpe non indossate, trasgredire con leggerezza, rompere gli schemi con grazia e semplicità.
La mandolinista si lascia rapire dalle note, io scatto e annoto in mente.
Amelia De Simone – 26 settembre 2016

L’aria trema di parole,
parole senza verbo,
piene, sensuali,
parole di polpa e di silenzio,
m’accarezzi senza rapacità,
rapido, forte, tremi tanto ti trafiggo il fianco,
gli occhi tuoi mi incollano al tormento,
mi contengono severi e increduli,
gli occhi di chi ama senza timore
e senza timore chiede amore
Ancora mi parli,
parole senza verbo,
parole senza suono
E ricche d’un mondo invisibile,
che intuisco e tu attendi che io veda pieno,
ancora mi parli,
eppure sono lontana da quell’abbraccio,
e dalla mano che insegna a restare,
mi parli,
parole senza verbo,
eppure di tuono e fuoco indomabile
Amelia De Simone – 21 settembre 2016
Immagine per gentile concessione di:
Model: Federica Rapacciuolo
Hair stylist: Oresti Durini
Ph: Mario Nespro


Finalmente tra le mie mani il libro fresco di stampa “Dimmi qualcosa di bello”, di cui sono una dei 5 autori.
Non so quanto traspaia, ma sono molto emozionata, ho appena terminato le dediche su richiesta delle prime copie del libro 😄
Il libro é una raccolta di 50 poesie – le mie sono 10 – accompagnate da altrettante fotografie, che ne fanno della cartoline.
Non é inteso come libro classico, piuttosto la copertina fa da custodia e raccoglitore delle 50 cartoline. Esse si staccano molto facilmente affinché vengano donate per veicolare un messaggio di affetto e vicinanza 💜


Tu che avevi le carni sconosciute ai figli,
Ammaestrato al pudore e ai costumi antichi,
Nei giorni dell’oscurità diventasti
Di ossa esposte e pelle nuda,
Senza più spessori e baluardi.
La mente vacillava nelle ombre,
I ricordi dei tuoi figli bambini
Si attorcigliavano ai giorni distorti,
Senza contorni e senza sicurezze.
Il tuo lamento é la mia spada,
Ti vedo, padre, nudo, senza più fierezze,
Le carni tremule, abbandonate dallo spirito.
I tuoi figli son diventati la tua veste,
Ti hanno rimesso al mondo pudico e onorato,
Sono diventati la tua essenza,
Il nome tuo e la tua memoria
Amelia De Simone – 9 agosto 2016
