Compagno di pagine fitte

E se le parole tardano a venirmi incontro,
É perché sono rimaste accanto a te,
Ne stai facendo un carosello per i tuoi scritti
Così seri e a volte ironici
E te le lascio, compagno di pagine fitte,
Che ti diano sollievo e ti portino lontano
Dall’angusta casa e magari
Ti facciano pensare un po’ a me

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Nessuno come te

Se ti sopravvivessi, amore mio
Nessuno potrebbe prendere il posto tuo,
Nessuno potrà mai sorprendermi come te,
Annusarmi, adorarmi ed odiarmi come te,
Crocifiggermi come te, carezzarmi,
Addormentarmi e addolorarmi come te,
Nessuno potrà mai toccarmi come te
Quel vuoto spaventoso e non scappare inorridito,
Nessuno potrà accendere le mie carni come te,
E tirare giu dal cielo gli dei maledetti
Quando ti tengono lontano da me,
Nessuno potrà mai guardarmi
Con gli stessi occhi tuoi,
E calmare le mie furie antiche,
Le mie lacrime rabbiose,
Le mie paure ancestrali,
Nessuno mai come te.

Amelia De Simone – settembre 2014

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Vorrei essere albero

Vorrei essere albero per affondare le radici nella terra nuda e rugosa,
Per essere irrorata d’acqua e tormentata dalle tempeste rabbiose,
Le fronde carezzate dal sole generoso e scosse dal ruggito del vento,
Vorrei essere casa e rifugio, i ragazzi che godono
Ad esser soli nascosti dalla mia chioma,
Offrire ristoro alla schiena degli innamorati
Che si stringono forti a guardare la luna,
Vorrei essere albero per sapere di legno, di linfa,
Per essere fatta di natura e verità, di cosa vera
Che cresce senza domande e segue il suo destino,
Vorrei essere albero, vorrei essere utile, vorrei essere del mondo,
Vorrei essere parte del ciclo della vita, vorrei essere un albero maestoso
E regale o un piccolo albero da frutto,
vorrei avere un ruolo onesto su questa Terra
e dare aria e dare ombra e sapere di stare al posto giusto

Amelia De Simone – settembre 2014

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Le parole sepolte

Io parlo nel vento, 
Parlo per sentire di me, mi neghi l’orecchio tuo, 
La testa tua distratta, 
La solitudine diventa 
La pelle mia. 
Silente, la gola marcia, 
Gli occhi serrati, 
Le parole sepolte. 

Amelia De Simone – settembre 2014

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Creature marine

Creature marine

Sotto al mare
Respiro, sirena senza branchie,
Guizzo veloce,
E ti rincorro,
Pescatore scuro di sole,
I capelli di rezza,
Gli occhi scuri come i ricci,
Con la lanterna rischiari
Arie e oceani bui,
Ti lasci andare ai miei moti
E l’onda copre i nostri balenii,
Diventiamo acqua e alga,
Corallo e rena,
Spuma e soffio di vento
Amelia De Simone – settembre 2014
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Dalila e Coco

Sembran dello stesso pelo,
L’umana non si distingue dalla gatta,
Fusa nascono l’una per l’altra,
E si cercano, come madre e figlia,
S’addormentano acciambellate,
Strette dal patto dell’amore,
E poi ognuna d’improvviso
Rivuole lo spazio suo,
Faccia introversa e corrucciata,
Una lamenta, l’altra miagola,
La stessa matrice, gatte e sorelle,
Poi di nuovo si mescolano
Vibresse e guance,
Carezze e code,
 Occhi grati e occhi pieni
Amelia De Simone – settembre 2014
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Il tempo

Il tempo

E questo tempo in cui sei via,
É un tempo senza contorni,
Odori e gorgoglii, é fisso, non increspa nessun mare,
Rimane muto, senza ragione,
E quando poi torni,
Il tempo diventa pieno e ricco,
Saporito di te,
La bocca piena di sorriso,
Quasi stolta, per contenere
Tanta grazia nel petto
Amelia De Simone – settembre 2014
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La sciarpa

La sciarpa

Il tuo abbraccio é diventato la mia sciarpa,
Profuma di te, non voglio lavarla mai,
Solo annusarla, così non ti dimentico,
Non dimentico la strada di casa,
Ciottoli e fili di lana,
E torno sempre, sempre.

Amelia De Simone – settembre 2014

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