Nato innocente

Ho smarrito il senso
Di questo cieco amarti
É così solitario e inutile
Raccolgo la mia pelle,
La testa triste e gli occhi
Un po’ ubriachi, e sto lontana,
É troppo il male che si conosce
Nel silenzio, é troppo indecoroso
Lasciarsi guardare nudi
E non averti esploratore
Dei miei più intricati labirinti,
Assente amore, amore che
Mi paralizzi la parola, amore
Che é nato innocente e muore
Come un peccatore
Amelia De Simone – ottobre 2014

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Piccola di cuore

Io posso arrabbiarmi con te, Dio,
Che hai le spalle così larghe
Per la Crocifissione,
Io posso urlarti contro, perché mi vuoi
Come te, pronta ai chiodi e alle assi,
Io mi rivolto contro, e lo faccio scomposta,
Da vera peccatrice, nuda e scarmigliata,
E do voce alla furia più antica che ho,
E ti accuso di chiedermi troppo,
Di volermi troppo uguale a te,
Io così terrena e piccola di cuore.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Divento natura

Divento natura

  1. Quando guardo il cielo, l’orizzonte,
    le nubi, un prato, le radici di un albero o i suoi rami,
    I mulinelli dell’acqua trasparente,
    Gli scogli o le rocce,
    E vedo il vento, che é invisibile
    Solo a chi non sa vederlo,
    Un uccellino, un gatto, un fiore,
    Il tramonto, forse io vedo Dio,
    Oppure scorgo la mia parte divina,
    La mia essenza di fresco vento,
    Di dirupo e di vetta, divento natura,
    Ascolto il suo linguaggio,
    I suoi ritmi, respiro serena, piena,
    Accolta, e l’accolgo,
    Dimentico i miei confini umani e sono
    Orizzonte, cielo, nube, prato, radice e ramo

Amelia De Simone – ottobre 2014

 

 

piccoloQuesta poesia è contenuta nel libro
di cui sono coautrice:
“Dimmi qualcosa di bello”
ed. Vita.
Puoi prenotare il libro
scrivendo a: 
vitaeditrice@gmail.com 

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Come una chiave

Ho sostato solo un attimo
Nel tuo petto, e ora mi hai
Smarrita, come una chiave,
Se solo potessi recuperarla,
É mischiata alla rena nera,
La rena dei mari tuoi,
La rena che sigilla le pelli scure.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Quanta bellezza

I tuoi ricci si intrecciano ai miei,
Quanta bellezza nel nostro riposo,
Le teste vicine, il sonno che ci prende,
Una gamba tua sui miei fianchi, i respiri regolari,
Le braccia tue che mi tengono stretta,
farsi felicità é cosí naturale,
Amarmi nel tuo amore é un tale dono,
sei il mio viaggio più profondo e ricco,
Le benedizioni che invochi su di me,
Mi proteggono e si riversano su di te,
Tenero amore.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Terra mia

Ovunque vedo la tua ombra d’ebano,
eppure so che non abiti più la nostra dimora,
perchè ti vedo, perchè sento l’odore delle tue carni,
il fiato tuo nel mio? Mi tormenti, eppure sei lontano,
non sono più la terra da radicare, nè il tuo sacro tabernacolo,
io ti vivo e tu nemmeno sai sussurrare più il nome mio,
mi manchi terra mia, mi manchi, mi manca affondarmi in te.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Hai detto addio

T’ho parlato di luoghi dove non verrai mai,
Dentro e fuori di me,
Sei ormai così lontano,
Mi pare di vederti,
Ingolosito da altri posti,
Da fortezze da espugnare,
Hai detto addio senza nemmeno
Voltarti indietro.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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M’innamora

La poesia mi viene in sogno
E mi parla di te, sussurra,
Sussulta, s’imbizzarrisce,
Attacca, si modera, insuffla,
S’invaghisce, mi corrompe,
M’innamora, mi trasogna,
Mi confonde, si traveste,
Si racconta, mi rammenta,
Si raccoglie, mi recupera,
Mi galleggia, mi vibra,
Si trasfonde, si fa vita,
Mi nutre, mi salva.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Prigioniera

Io sono prigioniera
Non di nemici e terribili spiriti
O traumi o paure insuperabili,
Sono prigioniera dei miei pudori,
Mi fanno schiava, mi vedono timida,
Mi inquinano le chiare ragioni,
Mi ingannano, travisano i fatti,
Mi tengono alle catene del silenzio
Pesante e solitario

Amelia De Simone – ottobre 2014

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