Saggezza

La saggezza non è nei libri, ma i libri possono migliorarti. Le amiche non sono nella tua casa, ma possono abitare nel tuo cuore. Non sarò mai zen, ma per il solo fatto di averci provato, sarò migliore di oggi.

Condividi:

La goccia

La pioggia semina gocce
Sulla terra e sul mio cappotto,
Rabbrividisco, sono impreparata
Alle tristezze della natura,
La vorrei sempre lieve e piena
Di luce, asciutta e gioiosa,
Una goccia mi bagna il viso,
E mi ricorda che nessuna estate
É mai eterna, nemmeno la mia,
Una goccia solcherà presto rughe
E sonni brevi, e la poesia sarà
Il mio caldo raggio,
La mia fotografia mai sbiadita
E senza memoria.

Amelia De Simone – novembre 2014.

Condividi:

Benevola luce

Voglio darti un’altra carezza,
Quella che non puoi ricevere
Perché sei lontano,
Sappi solo che nemmeno una tua
Parola giace dimenticata,
È tutta legna per la stufa che mi arde in petto,
il tuo volto così caro,
É l’immagine fissa nella mia mente
E seppur sappia che il tempo vorrà sbiadirlo,
Conosci che i tuoi occhi, mentre leggono I tuoi libri,
guardano i miei
E le tue mani, mentre li sfogliano Intrecciano le mie,
Come è sempre stato.
Non posso dimenticarti né voglio,
Riscaldati il cuore di questo,
Rammenta il tuo posto qual è,
E godi felice della benevola luce
Che t’avvolge

Amelia De Simone – novembre 2014.

Condividi:
Vorrei fare il film

Vorrei fare il film

Vorrei fare un mestiere diverso dal mio, io faccio la personcina burocratica – per rubare un’espressione a uno scrittore serio e impegnato – tutta a modino, io vorrei fare il film. Non l’attrice, proprio il film. Io vorrei essere Il Fantastico mondo di Amelie, Chocolat, Pollo alle Prugne, La pietra paziente, La Sorgente, Tango libre, Attimo fuggente, Al di là dei sogni, La Grande bellezza e altri mille milioni. Vorrei uscire da una pellicola e entrare in un’altra, essere tutti i protagonisti, la regista, la sceneggiatrice, la compositrice, la sarta, la ragazza dei cestini, la comparsa, vorrei essere il filo di cotone dell’orlo della protagonista, il suo cappello, le sue autoreggenti, il suo sorriso, il suo pianto, lo schiaffo dato al suo amato, io vorrei essere tutto il film, possederlo ed esserne posseduta, riempire ogni singolo spazio, vorrei essere il cervello pulsante dello scrittore del libro da cui è tratto, e persino lo spettatore al cinema, vorrei essere le lacrime della sua commozione o le risate della sua ilarità, vorrei essere anche la caramella che scarta e mette in bocca, i pulviscoli nel cono della proiezione, e la musica, i balli, vorrei essere il paesaggio mozzafiato o la stamberga dove si girano le scene, vorrei essere guardata e vorrei dare emozioni, vorrei tormentare i cuori, scuotere gli animi, rallegrare e far pensare, a volte persino annoiare, avvolgere e far sognare, instillare malinconie e gioie feconde, vorrei essere un film, vivere tante vite diverse, uscire ed entrare in un altro film

Condividi:

Sei il mio riso allegro

Anche io amo ridere con te,
Sei il mio riso allegro,
Pieno di datteri e miele,
Abbandoniamo le mie rughe greche,
Fuggiamo con le vele spiegate
Verso il nostro mare,
Ridiamo, teste matte,
Godiamo di questi fremiti,
Senza imbrigliarli in definizioni
Inutili, ridiamo fino a scoppiare
Fino a piangere, fino a morirne,
E poi baciami, fino a scoppiare,
Fino a piangere, fino a morirne.

Amelia De Simone – novembre 2014.

Condividi:

Sono una persona fortunata

Sono una persona fortunata. Quando me ne dimentico riesco ad essere triste, anche profondamente triste. Ma quando riesco a ricordare le fortune che mi sono capitate, allora ritorno ad essere di luce, a ringraziare per quello che ho. Per quello che non ho, ho tempo fino all’ultimo giorno di vita per guadagnarmelo.

Condividi:

Un dono a metà

Ho la tua poesia incompleta in tasca,
Ogni tanto la rileggo e poi la ripiego
E la nascondo gelosamente,
Forse la completerai
Per me e con me,
O forse sarà per sempre
Un corpo aggraziato senza testa,
Bellezza in bozza,
Un dono che ho meritato
Solo a metà.

Amelia De Simone – novembre 2014.

Condividi:

Filo di seta

Filo di seta
Nelle pieghe del mio vestito,
c’è un tuo capello riccio,
ne faccio filo di seta,
sei il mio nuovo orlo,
indosso solo stoffe pregiate,
E tu ridi!
Che ridi, non ridere di me,
che posso fare
se sono così innamorata di te!
Scimmia che m’hai preso la testa,
scimmia coi ricci,
cattiva e petulante,
ridi e ridi, che t’amo lo stesso!

Amelia De Simone – novembre 2014

Condividi: