Una parola, una,
Tienila in serbo per me,
Che sia amore, condiscimi la vita,
Sii coraggioso, o almeno onesto.
Amelia De Simone – dicembre 2014

E’ lampo di luce quel che vedo,
e subito dopo ricado nel buio,
perché se fossi così immensa da vivere
sempre nel tuo riverbero,
sarei una tua Scintilla,
invece sono fatta di caduca carne,
di fragile pensiero,
di corruzione desta,
di mille paure,
ma ti cerco, Creatore, e so
che ogni giorno che respiro e penso
è un dono che mi fai,
e che ad ogni mia caduta è pronta la tua mano,
se solo vorrò afferrarla, se solo saprò vederla
Amelia De Simone – dicembre 2014
I miei capelli sono intrisi della tua pelle,
Sanno di tabacchi e baci,
D’un caffè speziato, amaro,
Di pagine di libri amati,
Sanno delle tue mani,
Della tua bocca che li benedice,
I miei capelli sono una cornice luminosa
E sanno di tante cose
E tante cose sanno.
Amelia De Simone – dicembre 2014

Ho contato le tue dita, sono cinque,
La tua mano è perfetta, puoi accarezzarmi,
Perfetta è la mia pelle, perfetti gli occhi annodati,
ho contato le tue labbra, due,
Perfetta è la tua bocca, puoi baciarmi,
Perfetto è questo sapore, di zucchero e cannella,
perfetto è questo languore,
Perfetto è quel che siamo
Amelia De Simone – 9 dicembre 2014.
Non più pensieri, solo aliti nelle narici,
E scosse elettriche, fruste sul corpo,
È la materia di cui sei fatto
Non ti penso, ti vivo nella pancia, sulla pelle,
Sei fatto di sfoglia di cuore,
Di brividi e follie, di fiato trattenuto,
Di fantasia e bugie, di architetture di emozioni,
Di rarefatta aria, sei fatto di tutto questo,
Perché l’amore non ragiona
Amelia De Simone – dicembre 2014.

Oggi é un giorno di festa, ma lo sapete io non chiudo mai la torteria, tranne al mercoledì e giusto 15 giorni all’anno per andare….ve lo dirò poi dove vado ogni anno, sempre lo stesso luogo, che é un posto che racchiude tutti i luoghi del mondo, ma ci vorrebbe un intero libro per raccontarvelo, e poi forse avrete imparato a capirmi, non racconto molte cose di me, dovete aver pazienza ed attendere che mi schiuda, come un uovo.
Ho avuto molto clienti, nessuno era frettoloso, d’altronde é scritto all’ingresso: Gentile cliente insieme a torte e bevande calde ti farò dono d’un pezzo importante della tua vita, il tuo tempo. Godilo insieme alle dolcezze della torteria. Sii premuroso verso me e verso te stesso, e prendi una fetta di serenità.
Li osservo con nonchalance mentre leggono, prima un po’ stupefatti, poi piacevolmente convinti dal tono pacifico del cartello, poi quando incrociano lo sguardo e ascoltano la mia voce morbida, suadente, si convincono di essere capitati nel posto giusto e si siedono senza fretta.
Oggi é lunedì e tutti i lunedì arriva Amina. É una ragazza marocchina bellissima, i capelli neri, ricci, che si arrampicano verso l’alto, divisi al centro in due ciocche ribelli, alta, longilinea, gli occhi così grandi che ci abiti al primo sguardo, il carbone delle pupille accentuato dal kajal, le fosse sulle guance, un sorriso che magnetizza gli sguardi.
Amina é incontenibile, appena entra mi salta al collo, mi riempie di baci e ruba un biscotto dai contenitori, dà un morso, poi me lo porge perché anch’io ne prenda un po’, poi mi slega il grembiule, e incomincia a parlare. Quanto parla Amina! Parla e ride e poi mi abbraccia e poi ancora mi bacia le guance, e mi dice: tu sei la mia mamma vera! Mi saltella intorno, io fingo fastidio, intanto controllo che della sua torta preferita ce ne sia ancora in abbondanza, ne spolvera due fettone gigantesche, ha gli occhi felici, é la voglia di vivere in persona, la sua allegria mi contagia, mi fa bene al cuore.
É ora di tornare a casa, mi dice: Mamy, a lunedì, mi stampa un bacio sulla fronte e scappa via, una folata di belle cose la segue e un’altra resta con me.