E le movenze, eleganti

Sei gigante nell’assenza,
Il Maestro che non sei,
I tuoi sguardi diventano
Intensi, lunghi,
Da cortometraggio,
La parola che ti ruggisce negli scritti,
Diventa mansueta sulle labbra,
Al rallentatore rammento i tuoi respiri,
E le movenze, eleganti, ma forse solo nell’invenzione,
Il pane condiviso con la leggerezza
E bramosìa dei giorni materiali,
Nel ricordo diventa ostia,
E così la mano tua che serra i miei fianchi,
Diventa mano di asceta,
La tua assenza ti ricrea,
Ti fa nuovo, d’una veste che ti farebbe
Sorridere e scuotere la testa

Amelia De Simone – giugno 2015

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Sei lì dentro

Poi d’improvviso la nostalgia di te,
É fatta d’un odore, d’uno sguardo,
Sei lì dentro, e io ti inseguo,
Annuso e guardo
E ti ritrovo intatto, mai andato,
Mai perduto

Amelia De Simone – giugno 2015

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Ciliegie sulle labbra

Ciliegie sulle labbra

 

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Stamattina indosserò ciliegie sulle labbra,
Un vestito di stoffa leggera, che svolazza,
I capelli saranno cornice rossa,
E quegli occhi che son finestre luminose
Guarderanno curiosi altri mondi,
Le gambe libere avranno il vento sulla pelle,
Le braccia saranno allegre, nude,
Ho fame, ho voglia di mordere l’aria,
Di prendere per me tutti i raggi di sole,
E ubriacarmi anche, di vita, di spensieratezza,
Di voci piene di racconti e pelle cotta dal sole,
Stamattina indosserò ciliegie e i miei sogni migliori

Amelia De Simone – giugno 2015

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Io non ho più occhi

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Io non ho occhi, amore,
Li chiudo perché tu non li veda,
Perché la loro luce ti sia negata,
Non potrai più guardarli,
É troppo quel che c’è dentro,
E poca forza per entrarvi,
Ho gli occhi ciechi, ormai,
O così ti appare,
Questi occhi che ti sospirano
E di troppe cose ti parlano.

Io li chiudo, e taccio il mio mondo,
E soffoco le parole, che scoprono
Troppa pelle,
Lascio che mi guardi ma non guardo,
Lascio che mi parli ma non parlo,
Ho gli occhi chiusi, come i morti,
La vita chiusa sotto le palpebre,
Io non ho occhi, amore,
Non ho più occhi

Amelia De Simone – giugno 2015

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Anche i draghi dormono

Il tuo volto non lo ricordo più,
É diventato nebbia,
E l’amore, l’amore, che provavo
Per te e che ancora sento,
É ancora amore o solo ricordo,
Di tante goccioline é fatto,
Dorme un po’, anche i draghi dormono,
E non so più dove sono io
Né dove sei tu,
Né so se ci ritroveremo

Amelia De Simone – giugno 2015

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E tu mi pensi

Quando sono voltata,
Distratta non ti guardo,
Né so di te in quel momento,
Dove tu sia, quali pensieri fai,
I tuoi vestiti, se hai saputo
Abbinare le stoffe e i colori,
Né so dove posi lo sguardo,
Se le tue mani carezzano un viso
Di donna, i suoi fianchi,
Se le dormi accanto,
Se stai fumando le tue sigarette stanche,
O bevi il tuo caffè nero,
Io non ho dolori quando
Mi distraggo da te,
Rapita da pittori e musici,
Dal desiderio fugace d’esser musa,
Io penso altro, eppur mi vieni in mente,
L’odore della tua pelle e lo sguardo,
E come ridi, e tu mi pensi, io lo so

Amelia De Simone – maggio 2015

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Fratello d’amore

É un piccolo sfrigolio,

Le ossa che sfregano, e il cuore,

E la lingua,  i capelli e gli occhi,

E poi diventa uno scampanellìo,

É tutto un fibrillare questo corpo

Che non si ricorda di non essere

Più fanciullo e s’innamora pure

Dell’aria che ti circonda,  e non dorme

E non riposa per ricrearti in mente,

fratello d’amore, di sabbie, di parole

 

Amelia De Simone – maggio 2015

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Diventar la luce

Non voglio leggere i tuoi libri,

E carezzare in aria quel che carezzi tu,

Mi basta sfiorarle quelle pagine,

E le tue mani, le tue mani oneste,

Non voglio posare gli occhi nei tuoi segreti,

Né strapparti ai tuoi pensieri più nascosti,

Voglio solo annusare il lavorìo del tuo spirito,

E starmene a guardarti,  senza capire pienamente,

Né starti distante,  per non recarti un dolore secco e inopportuno,

Non superare il confine é stare al centro, diventare la luce della tua dottrina

 

 

Amelia De Simone – maggio 2015

 

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E io canto

Mentre io canto,
Tu decanti,
É la storia eterna delle donne veloci
E degli uomini lenti.
E io canto, canto,
E rido, rido.
Decanta, che poi t’incanti,
Decanta, che poi t’impigli

Amelia De Simone – maggio 2015

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