Terra mia

Ovunque vedo la tua ombra d’ebano,
eppure so che non abiti più la nostra dimora,
perchè ti vedo, perchè sento l’odore delle tue carni,
il fiato tuo nel mio? Mi tormenti, eppure sei lontano,
non sono più la terra da radicare, nè il tuo sacro tabernacolo,
io ti vivo e tu nemmeno sai sussurrare più il nome mio,
mi manchi terra mia, mi manchi, mi manca affondarmi in te.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Hai detto addio

T’ho parlato di luoghi dove non verrai mai,
Dentro e fuori di me,
Sei ormai così lontano,
Mi pare di vederti,
Ingolosito da altri posti,
Da fortezze da espugnare,
Hai detto addio senza nemmeno
Voltarti indietro.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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M’innamora

La poesia mi viene in sogno
E mi parla di te, sussurra,
Sussulta, s’imbizzarrisce,
Attacca, si modera, insuffla,
S’invaghisce, mi corrompe,
M’innamora, mi trasogna,
Mi confonde, si traveste,
Si racconta, mi rammenta,
Si raccoglie, mi recupera,
Mi galleggia, mi vibra,
Si trasfonde, si fa vita,
Mi nutre, mi salva.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Prigioniera

Io sono prigioniera
Non di nemici e terribili spiriti
O traumi o paure insuperabili,
Sono prigioniera dei miei pudori,
Mi fanno schiava, mi vedono timida,
Mi inquinano le chiare ragioni,
Mi ingannano, travisano i fatti,
Mi tengono alle catene del silenzio
Pesante e solitario

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Una tristezza inutile

Ho aperto un varco nel cuore
e tu l’osservi dubbioso,
non ti fidi che sia per te,
che non hai bellezza o potere,
mi sanguina il costato
per le furie di sangue,
tu continui a non comprendere,
a non raccogliere a piene mani,
mi lasci sola per un tempo interminabile,
mentre ci ragioni,
come se le lave si potessero
discettere, diventa
persin ridicolo questo tuo esitare,
o forse é solo che non m’ami,
ed è l’ora di una tristezza
un po’ inutile, un po’ irriverente

Amelia De Simone – ottobre 2014

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La donna in rosso

Quel suo vestito rosso
pareva una fiamma solitaria
che si staglia nel buio,
da macchia diventava
il colore dell’intera scena,
diventava un frutto goloso
che maturava al sole caldo,
una donna felice d’esser al mondo,
morbida nei fianchi, il cuore molle,
la risata fragorosa, impertinente,
il sorriso che diventa antidoto
alle cupezze delle ombre intorno,
la malìa degli occhi penetranti,
neri e tondi, finestre luccicanti,
il vestito svolazza, una farfalla rossa
attraversa la strada e ammanta
di gioia gli occhi dei passanti

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Le mani

Ho così stretto le tue mani,
le ho intrecciate forte
e catturato il calore,
che non so capire d’averle
vuote adesso, sono mani
senza un destino buono

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Braccia indifese

Sono armata di niente con te,
nuda nel corpo, nuda nella mente,
carni e pensieri indifesi,
posso solo sperare che tu
ne abbia cura, e che non ricerchi
la gloria di te, ma un pezzo di me,
un velo incrostato di macerie
e labbra serrate e occhi umidi
e dolori sepolti,
io lo spero e t’affido questi nudi,
incoscienti e senza levità,
e braccia indifese e ansiose,
e sorrisi che vogliono sbocciare

Amelia De Simone – ottobre 2014

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