Mattina brulla

Le ore si fanno sottili e silenti,
Non sorge un sole che sappia scaldare,
La luce resta lunare, distante,
Il fuoco resta assopito
Non ha ciocchi da consumare,
I battiti svogliati,
La mente inventa ricordi,
É una mattina brulla,
Offre ore senza orma,
E nega persino il piacere
Del languido struggersi.

Amelia De Simone – novembre 2014.

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Labbra ammaccate

Ho stretto un patto col silenzio
E me ne pento, perché la parola
Mi sguarra dentro, vuole uscire
E parlar di te, del mio sentire,
E poi lo so, è una tempesta
Che lapida solo me,
Per questo ho scelto le labbra serrate
Eppure vogliono muoversi
E urlar di te,
Labbra senza orgoglio,
Stupide e ammaccate
D’amore

Amelia De Simone – novembre 2014.

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La goccia

La pioggia semina gocce
Sulla terra e sul mio cappotto,
Rabbrividisco, sono impreparata
Alle tristezze della natura,
La vorrei sempre lieve e piena
Di luce, asciutta e gioiosa,
Una goccia mi bagna il viso,
E mi ricorda che nessuna estate
É mai eterna, nemmeno la mia,
Una goccia solcherà presto rughe
E sonni brevi, e la poesia sarà
Il mio caldo raggio,
La mia fotografia mai sbiadita
E senza memoria.

Amelia De Simone – novembre 2014.

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Benevola luce

Voglio darti un’altra carezza,
Quella che non puoi ricevere
Perché sei lontano,
Sappi solo che nemmeno una tua
Parola giace dimenticata,
È tutta legna per la stufa che mi arde in petto,
il tuo volto così caro,
É l’immagine fissa nella mia mente
E seppur sappia che il tempo vorrà sbiadirlo,
Conosci che i tuoi occhi, mentre leggono I tuoi libri,
guardano i miei
E le tue mani, mentre li sfogliano Intrecciano le mie,
Come è sempre stato.
Non posso dimenticarti né voglio,
Riscaldati il cuore di questo,
Rammenta il tuo posto qual è,
E godi felice della benevola luce
Che t’avvolge

Amelia De Simone – novembre 2014.

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Sei il mio riso allegro

Anche io amo ridere con te,
Sei il mio riso allegro,
Pieno di datteri e miele,
Abbandoniamo le mie rughe greche,
Fuggiamo con le vele spiegate
Verso il nostro mare,
Ridiamo, teste matte,
Godiamo di questi fremiti,
Senza imbrigliarli in definizioni
Inutili, ridiamo fino a scoppiare
Fino a piangere, fino a morirne,
E poi baciami, fino a scoppiare,
Fino a piangere, fino a morirne.

Amelia De Simone – novembre 2014.

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Un dono a metà

Ho la tua poesia incompleta in tasca,
Ogni tanto la rileggo e poi la ripiego
E la nascondo gelosamente,
Forse la completerai
Per me e con me,
O forse sarà per sempre
Un corpo aggraziato senza testa,
Bellezza in bozza,
Un dono che ho meritato
Solo a metà.

Amelia De Simone – novembre 2014.

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Filo di seta

Filo di seta
Nelle pieghe del mio vestito,
c’è un tuo capello riccio,
ne faccio filo di seta,
sei il mio nuovo orlo,
indosso solo stoffe pregiate,
E tu ridi!
Che ridi, non ridere di me,
che posso fare
se sono così innamorata di te!
Scimmia che m’hai preso la testa,
scimmia coi ricci,
cattiva e petulante,
ridi e ridi, che t’amo lo stesso!

Amelia De Simone – novembre 2014

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Lasciami credere

Fatti accarezzare almeno in sogno,
Lasciami credere almeno lì
D’esserti compagna nelle terre tue,
Cosparsa di quegli oli che rendono
La pelle delle donne
Così setosa e bramata,
Lasciami riposare nelle tue stanze
Col tuo respiro accanto,
Lasciami ascoltare parole
Di quella tenerezza che merito
E non ti spunta dalle labbra,
Lasciami abbandonare sul tuo petto
E ridere con te,
Lasciami esser felice,
Senza ritorno in patria,
Lasciami credere in te

Amelia De Simone – novembre 2014.

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