Ho una bellissima età

Una ragnatela di rughe attorno agli occhi mi racconta che ho una bellissima età, che amo e non vorrei mai fermare, perché è un’età così saggia da raccontarmi un futuro carico di bellezza, anche quando le rughe solcheranno le guance, il collo, le mani, il decolté, la bellezza che viaggia nell’etere, nella natura, intorno a noi, dentro di noi.
Se Dio mi ha dato un dono, è quello di percepirlo, e questo domina le mie nevrosi narcisistiche e mi dona pace nel pensarmi minuscola, parte di un qualcosa di infinito, caduca, mortalissima, seme nella terra per la natura futura

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Amore ottuso

Con quanta leggerezza te ne vai,
Fingi di non vedermi morire,
Riesci a darmi le spalle,
E allontanarti, con quella leggerezza
Un po’ infame e un po’ smemorata
Di chi nemmeno s’accorge d’esser necessario,
Amore ottuso, un po’ cieco, un po’ distratto,
A tratti, certo, un po’ codardo

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Una felicità onesta

Ho un solo sogno,
Di continuare a ritrovarti nei miei sogni,
E che al risveglio ti ritrovo accanto.
Forse anche quello é un sogno,
Ma anche se non son desta,
È un forma di felicità,
Breve e piccina, una felicità onesta.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Fatti potente

Si, i miei nudi ti smarriscono,
Non sei pronto ad afferrare le mie forze,
Le mie bili, le mie esultanze, le mie tristezze,
Questi nudi ti inchiodano, ti fanno sentire un dio minore,
Vorresti il corpo facile, senza vesti, e la psiche celata,
Affrontare questa visione richiede un tal coraggio,
Ascoltare, partecipare e non voltarsi per sempre indietro,
E le tue ossa son di ferro, o magari di cartone,
Esagerare é la distorsione di passione,
É quel che tu vedi, senza sapere di ferire
I miei acuti struggimenti,
Dai nomi falsi al nobile sangue furioso.
Redimiti, accoglimi, fatti potente,
Ricalcami e scuotiti dal torpore,
Fatti giaciglio e tana uterina
Per questo fiume tracimante e senza arresto.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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Occhi

occhiGli occhi sgranati sul mondo altro, persi ad inseguire un filo di Arianna invisibile, connessi al sogno, così inutilmente drammatici, così ingiustamente profondi, recitano la commedia della vita scrutata 14e non semplicemente vissuta.

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Sono vento e sono lupo

Sono grata per questo cielo aperto e terso,
Mi riconduce alla tua bellezza,
Mi trasfonde e mi fa creatura del Creato,
Foglia verde, albero, nube, mare, radice,
Conchiglia, vento e lupo,
Assaporo il fiato della vita,
Sapendo d’appartenerle
Nella mia semplice microscopicità.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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La mia ora

E’ rozza quest’ora, senza il risveglio accanto a te,
un’alba che mi rapina, m’assottiglia le speranze,
mi racconta l’assenza tra le pieghe dei lini,
non sa scaldarmi né spiegarmi il senso del destarsi
senza l’odore della tua pelle, senza braccia che mi cercano,
è come una donna senza passione e senza nerbo,
che indossa vestiti informi e parla del tempo,
la mia ora, così rozza, così vuota

Amelia De Simone – ottobre 2014

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La forza d’esser folli

E tu che nasci dalla mia poesia,
Riconosci una potenza che ti sgomenta,
E arretri, mi ammutolisci,
Regredisco selvatica, la gola serrata,
Il pudore mi attanaglia,
Non comprendi la forza d’esser folli
E strapparci al mondo noto e senza fremito,
Resti lì, senti la gravità di tanta lontananza,
Eppur attendi che io vada su altri sentieri

Amelia De Simone – ottobre 2014

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La sorgente

Son fatta d’acqua, zampillo fresca e dissetante
E tu, mia sorgente, mi rendi gravida
Di flutti e moti pieni di vita,
Da sotterranea mi fai sgorgare
Con impeto alla luce, mi strappi
Alle visceri e mi riporti in superficie,
Trattieni i miei detriti e mi rendi
Trasparente, nuovamente pura.

Amelia De Simone – ottobre 2014

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