Conservo in me

Alma e vista quieta,
Mani nere e oneste
Lavorano terra odorosa ed esigente,
I filari e gli alberi, soldati ubbidienti e solerti,
Il cielo si apre alle cime fiere e solenni,
Calpesto una terra che costa fatica
E lascio orme assai leggere,
Da viandante indegno ai profondi solchi,
Respiro aria ricca di spore e sudori,
E conservo in me il segno della pace.

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Volo al buio

La notte inghiotte questo pipistrello che mi tiene in pancia con le mie valige,
L’oscurità è completa eppur non mi spaventa, sento d’esser del mondo,
d’appartenergli senza peso,
senza disperdermi,
senza il narcisismo di essere migliore,
Un corpo come miliardi,
Un’identità che non soverchia,
Arriva un piccolo senso di quiete.15

Amelia De Simone – gennaio 2015

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La tua innocenza

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Sei sorgente, acqua fresca e rigenerante
Con la tua innocenza,
Ti corrompo coi miei intimi sofismi,
Ma ti ricomponi e opponi altra innocenza,
Ammiri e rimiri, gli occhi così grandi,
Che vedono lenti eppure così pieni,
E nasci ad altri mondi, ma curi il tuo candore,
Uomo con tante rughe eppur nato solo ieri,
Mia fonte, mia ricchezza, mia lusinga

Amelia De Simone gennaio 2015

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Credo in me

Ho osannato divine bellezze
E mitologiche creature,
Ho provato entusiasmi troppo facili
E malinconie troppo acute,
Realtà distorte da baricentri molli,
Parole anonime rivestite di pelli troppo spesse,
Ed ora che credo in me,
Dimentico di cercare magíe nell’altrove,
E le ritrovo nelle piccole pieghe
Dell’animo mio,
Terra fertile, ricca di vita e luci.

Amelia De Simone – gennaio 2015

 

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Troppe parole

É quando hai troppe parole in testa,
Che scegli la calma del silenzio,
Le decanti in quello spazio magico
Che fa da intercapedine tra spirito e cuore,
E poi le impili, a volte le sfoggi,
O le serri gelosamente, le custodisci,
Ché altri occhi non penetrino i tuoi segreti,
E tante altre le vesti di modeste stoffe
Per non gonfiar inutilmente il petto

Amelia De Simone – gennaio 2015

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Credo in me

Ho osannato divine bellezze
E mitologiche creature,
Ho provato entusiasmi troppo facili
E malinconie troppo acute,
Realtà distorte da baricentri molli,
Parole anonime rivestite di pelli troppo spesse,
Ed ora che credo in me,
Dimentico di cercare magíe nell’altrove,
E le ritrovo nelle piccole pieghe
Dell’animo mio,
Terra fertile, ricca di vita e luci.

Amelia De Simone – gennaio 2015

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Divine protezioni

Ho sentieri così modesti e brevi,
E tal pensieri,
E vita senza straordinarietà,
Eppure io credo d’esser assunta
Alle divine protezioni,
Favorita e illuminata,
Mi siano il vento e il seme
E lo scudo e la luce
Sempre miei baluardi e
Ripari e sorgenti.

Amelia De Simone – gennaio 2015

divine protezioni

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Ritmi pazienti

Il primo giorno dell’anno é stato beneaugurale: le leccarde del mio forno non facevano che sfornare biscotti, tanti, una montagna, per tanti cuori da accarezzare, e strudel per addolcire lingue e magoni. Nell’aria odore di cannella , pinoli tostati, mele sposate a calvados, i capelli ribelli racchiusi nelle tele delle tortaie, e poi zucchero a velo a nascondere le crepe e nastri per dare un vestito elegante al più modesto dei biscotti. Però ho fatto anche un grave errore. Ho panificato con la pasta madre senza aver il tempo di covarla con calore e amore. Le ho dato fretta e lei non ne ha voluto saperne di allargare le maglie, s’è abbottonata stretta e mi ha dato un pane non lievitato. La mia prima lezione dell’anno: Amelia, non tutte le cose possono essere fatte a ritmi serrati. Ci sono riti da osservare, ritmi da rispettare, accudimenti da fare, pazienze da esercitare. Sii paziente, Amelia, e tutto avrà la forma che vorrai ☺ Ben arrivato 2015 

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