Le lettere

Il dubbio che l’unico pubblico
Che legge le mie lettere sia io stessa,
Perché forse non arrivano a destinazione,
Scrivo a te sperando che leggerai,
Immaginando che i tuoi occhi siano distratti,
Ma la mia mano é indomita,
Riversa in continuazione queste urgenze
Che s’agitano come erinni in petto,
E se tu sarai così severo al mio sentire,
Avrò perso un po’ di dignità,
ma mai la poesia e l’ossigeno lirico

Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi:

Ho saputo mille cose

Presto arriverà la luce del giorno,
E mi darà respiro,
La notte é stata severa,
Ha proiettato tutti i ricordi con te,
L’abbraccio che cura e calma,
Quelle carezze al viso che saziano,
E le parole, quelle tenere,
Quelle maldestre, quelle taciute ,
E quei baci da adolescenti,
Il trasporto e l’imperizia,
E la nobiltà dei tuoi pensieri,
Che mai ostenti e forse persegui invano,
Come tutti i sognatori.

Questa notte é stata severa,
mi ha parlato di te tutto il tempo,
E t’ho tenuto accanto,
Fingendo che non fossi lontano,
Ti ho parlato ore ed ore,
Ti ho tenuto con me,
Ho saputo mille cose di te
Che nemmeno tu conosci,
Questa notte é stata materna,
Ci ha tenuti insieme, colmi, reali,
Ed ora sei ancora qui con me

Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi:

La tua fede in me

Provi a travestirti di ferro,
Di assenze, di silenzi,
Di sguardi distanti,
Ma sei solo terra ricca di germogli,
Di vita che si intreccia fremente alla mia,
Sei orgoglio resistente,
Mi sorprendi poi con parole che son gemme,
Mi imperli, mi ricopri, e poi ancora taci,
Assecondo il tuo pudore,
Certa ormai della tua fede in me,
Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi:

L’addio

Il nostro addio non fu penoso,
Né distaccato o lungo,
Piuttosto composto,
Era un separarsi di ore, giorni,
Notti, lunghi, interminabili mesi,
Poi le tue mani avrebbero
Cercato ancora le mie,
E la bocca tua ancora la mia,
Gli occhi socchiusi ai miei troppo luminosi,
Era solo un tempo di attesa,
Non di assenza,
Di desiderio sospeso,
Un tempo di poesie,
Di piccoli struggimenti,
Di tristezze feconde,
E promesse di nuove felicità
Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi:

Coi miei occhi

Eri presagio,  fin da quando eri ombra
E non carne,
Hai abitato subito i miei sogni,
Non ho saputo darti la mia vista,
Solo raccontarti le mie visioni,
E tu hai teso una mano come un cieco,
Solo ora vedi coi miei occhi
E sai quel che io sapevo
Dal corpo illuminato,
Da tempo immemore

Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi:

Così imperfetti

L’imperfetta perfezione
Del nostro sentimento,
Fatto di distorte verità
E fili da annodare,
Di grandi paci,
Salti lirici,
E sentimenti un po’ meschini,
Di pensieri astratti
E povertà che ruba slanci,
Siamo perfettamente imperfetti,
Come acqua di lago, un po’ melmosa,
Eppure ricca di riverberi, luminosa,
Così imperfetti, amore mio,
Il nostro abito, il nostro calco,
La nostra candida espressione

Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi:

Come fuscello

In fondo credevo fossi il mare
Che bagna molle i piedi,
Non l’onda che tutto travolge,
Erode sabbia e orme,
Posso solo arrendermi ormai,
E credere in questa corrente,
Violenta e vigorosa,
Lasciarmi andare,
Come fuscello su acque furiose,
Seguirti e abbandonarmi a te

Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi:

Poesie e biscotti

Davvero sai penso
Che potrei vivere tutta la vita
Con una mano tra i tuoi capelli,
A librarmi tra poesie e sogni di carta,
E qualche volta addentare
Biscotti e un po’ di quella bocca
generosa e muta
Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi:

Complice

Mi sorprendo d’esser sopravvissuta
Una notte ancora senza aver avuto
Il tuo corpo accanto,
Morire é così semplice,
La vita si sottrae alle mie vene,
Mi abbandona, con una leggerezza
Che spaventa, e tu, complice,
Resti lontano, ti macchi
d’una terribile colpa,
Non lasci che la mia mano
Accarezzi i tuoi capelli in fiore
E il viso dai tratti fieri,
E quella bocca che sa di mare
E di segreti lontani

Amelia De Simone – marzo 2015

Condividi: