Terra e albero

Divenni una distesa di terra fertile,

E tu la mia pianta  frondosa,

Ricca, esuberante, fruttuosa,

piena dei miei nutrimenti,

Sabbia e legno secco altrove,

Terra madre e albero di vita insieme

 

Amelia De Simone – aprile 2015

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E più ancora

Non ti avevo detto oltre ogni dire

Che t’amo e t’amo follemente,

Cos’altro supplicano gli occhi tuoi

Avidi degli occhi miei e dei capelli,

Della pelle fruttata e della carne corruttrice,

Cosa chiedono questi occhi malinconici

Che si socchiudono a fessura

Per meglio ammirarmi

O per paura di perdermi,

Forse vuoi che ancora ti dica t’amo,

T’amo follemente,  ancor più

E più ancora

 

Amelia De Simone – aprile 2015

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La resa

A nulla é valso il tuo scudo,

Ora sono qui, figlia nel petto,

Madre sul capo,

sorella dal tuo costato,

E amata negli occhi,

É la resa gloriosa

Dei fieri guerrieri

 

Amelia De Simone – aprile 2015

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A volte

A volte cerchiamo protezione.  Non dal mondo, dal nemico là fuori, dai pericoli in agguato,  no. Da noi stessi, dalle nostre grandi fragilità,  dalle nostre dinamiche reiterate fino allo sfinimento,  fino a non poter mai più credere di aver diritto di affrancarci dalla parte oscura di noi. Noi siamo quella macchia,  quel peccato e nessuno saprà aiutarci,  elevarci, accompagnarci in un cammino più luminoso.

Inutile presentarsi con la veste bianca,  inutile vendersi come immacolati,  o peggio ancora come Maddalene redente, che mai più cadranno, non offriamo in dono quelle fedeltà,  quelle lealtà,  quelle assenze di tentazioni che sono solo un nostro bisogno di vederci migliori,  ripuliti, un desiderio catartico così vero eppure così falso,  inutile, incompreso e miseramente disatteso.

Bisognerebbe avere il diritto di separarsi da se stessi, di dire no a quello spirito compagno che grava e gravita sul nostro capo e potersi vivere secondo i propri afflati etici.

Bisognerebbe separarsi come con quel semplice attrezzo che separa il tuorlo dall’albume.
Invece solo frittate.

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In stazione

Vorrei arrivarti alle spalle

E sospingerti giocosa,

Guardare divertita

Il tuo volto sorpreso,

Ricoprirti di baci nella folla  e nella folla sparire,

Per riaffiorare nei tuoi sogni

Di lino e zenzero,

Nei tuoi giorni di fumo e caffè,

Di barba incolta, senza severità,

E viaggi un po’ accidentati,

Ricchi di incontri sorprendenti,

E poi il treno si ferma,

E arrivi a destinazione

 

Amelia De Simone – aprile 2015

 

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Sapessi

Alle volte, sapessi, quanta felicità
Nel vedere quel volto amato,
Eppure tu non fai null’altro
Che essere te stesso,
Guardarmi un po’ sornione,
E sciogliermi nel tuo abbraccio

Amelia De Simone – aprile 2015

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La tua bellezza

La tua bellezza

La tua bellezza é così intima,
Ti ostini a cercarla nello specchio,
Specchio mentitore, ti dice che hai fattezze
Che non rendono languide le donne,
La tua bellezza é così evidente,
I miei occhi ne son pieni,
E avidi ne trattengono la luce,
Tu risplendi nei miei sguardi,
É soffusa quest’aura dorata
Che spandi intorno,
L’animo tuo delicato e vergine,
Sei così bello che sorrido
Che sia così segreto,
E invisibile al mondo distratto

Amelia De Simone – aprile 2015

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Amorosi silenzi

Aprire gli occhi e sapere che esisti,
Averti accanto, il fianco tuo che tocca il mio,
Il tuo odore così conosciuto e saporito,
Non sei perfetto ed é così che ti prendo,
I tuoi occhi malinconici mi guardano
E si sorprendono di trovare i miei innamorati,
La tua bocca così morbida
Si lascia cercare felice,
I tuoi pensieri che sono radici e rami
E dalla terra attraversano il cielo
Si attorcigliano a me,
Mi sussurrano amorosi silenzi

Amelia De Simone – aprile 2015

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