Il funambolo

Era talmente evidente
Che ero caduta nel tuo sonno
E non volevo ravvedermi
Ritornare ai mesi senza tempo
Ai ritmi senza musica e brio
Non volevo saperne
Di non sognare più
Le carni incatenate,
Le bocche morbose,
Gli occhi che cercano gli occhi,
Era tempo di vivere i giorni veri
Eppure tu, pernicioso, t’aggrappavi
Tenace ai miei pensieri, e facevi
Il funambolo sulla corda
Dei miei desideri, sempre in bilico,
Ma poter cadere non era contemplato,
La sicurezza in te era l’equilibrio tuo,
Il tuo passo deciso e impavido
Su questo filo così forte così fragile.

Amelia De Simone

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