É primavera

É primavera questo tumulto,
Tutto uno sbocciare,
Divento i rami in fiore,
E l’erba che buca la terra,
Sono quest’aria lenta, che addormenta i dolori,
E i profumi che rendono l’aria un concerto,
La vita brulica, ed io ti vedo
Arrivare dal fondo del viale brullo,
Finalmente anche tu ti arrendi
E lasci entrare quest’esplosione
Di gaiezza, di felicità lieve,
Di rinascita ai fermenti.

Amelia De Simone – marzo 2015

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Un po’ felice

Una bocca che si lascia baciare,
Poco sapiente, fanciulla,
E il capo pure, come di creatura
Sotto mani materne,
Gli occhi che raccolgono le meraviglie
Di un amore in cui sei inciampato,
Che non hai mai invocato né immaginato,
Che non credi di meritare,
E braccia che all’arrivo erano rigide, timide,
E poi avvolgenti, un nido caldo,
Mi guardi, ti credo felice, e un po’ felice
So diventarlo anch’io.

Amelia De Simone – marzo 2015

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La notte

La notte é l’ora che più amo,
Perché sei fatto d’argilla nei miei pensieri,
Posso plasmarti a mio piacimento,
Posso pensare a te, nonostante te,
Decidere quel che tu sei,
Farti combaciare con i miei tasselli,
Posso farti dire parole che non sai pronunciare,
E renderti persin stupido nella tenerezza,
E poi posso immaginare di te
Senza che tu sia qui nel mio fiato,
Eppure così vicino, così reale,
Così vero, così pelle della mia pelle.

Amelia De Simone – febbraio 2015

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Mia oasi

Affronto questo deserto
Solo perché dopo tanto camminare
Sotto un sole spietato, senza tregua,
Che mi asciuga carni e petto,
So di trovarti, oasi rigenerante,
Fatta di acqua fresca e palme che
Donano pace alla pelle in fiamme.
É un tale mistero questa forza
Che spinge i miei passi,
Non posso che arrendermi,
Seguirla, sottomettermi ad essa,
Rendermi così schiava da diventare libera.
Mia oasi, mio ristoro,
Accogli questo mio peregrinare,
Siedi le mie membra sulla sabbia di miele
E dai riposo a tutti i miei passi in solitudine

Amelia De Simone – febbraio 2015

 

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La casa bianca

Ho abbandonato le stanze che mi tenevano buia e prigioniera,
Ho varcato la soglia del mio rifugio,
La casa bianca con le finestre azzurre,
Dove mangiamo pane condito con acqua di mare,
Tu ceselli poesie, io mi ispiro a te,
Tu leggi, mi perdo anch’io tra gli amati libri,
Ci amiamo in passione, colmi,
Non una regola nelle nostre mura bianche,
Non un’ora acerba che renda crudele il risveglio,
Tenera é la mano tua sul mio viso,
E la mia sul tuo,
Una vita che non conosce dissapori,
Solo la nenia dei poeti amanti,
Solo la musica degli spiriti felici

Amelia De Simone – febbraio 2015

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Tra sogno e realtà

Ho talmente vagheggiato quei giorni,
Ed ora che li ho vissuti con te,
Non so se mi muovo ancora nel mio sogno,
Se credo d’averti amato,
D’aver passato le ore a carezzarti
Quei capelli così ribelli, da adolescente buffo,
E quel viso da bambino con la pancia piena,
D’aver baciato quelle labbra di pane,
O se davvero é accaduto,
Ma che importa,
Cercare le differenze tra sogno e realtà
Appartieni ai cuori in secca
Qualunque sia il mondo in cui t’ho amato,
É stato l’unico che m’ha resa gravida di felicità

Amelia De Simone – febbraio 2015

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La poesia più bella

La poesia più bella
É quella che ti leggo,
Con la voce bassa,
Piena di fiato lirico,
E tu ascolti rapito,
Poeta vergine alla vita,
Sogni i miei sogni,
Ti lasci guidare
Nei sentieri del mondo delle chimere,
Mi guardi affatato,
Come sirena del mare,
E insieme a me vagheggi
Versi e parole di ambrosia.

Amelia De Simone – febbraio 2015

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