Il contadino (o il migrante)

 Una strada di ciottoli, 
piedi nudi, martoriati,
 rivoli di acqua dai pori,
 il capo senza riparo,
 le mani segnate dai calli,
 avanza, le labbra strette, 
non guarda che l’orizzonte,
 dietro di sé fatica e stenti,
 legati da un filo alla cinta,
 per non perdersi,
 per non smarrirsi nelle vie levigate,
 per riconoscersi nello specchio senza l’orrore di sé
(Andare avanti, senza dimenticare da dove si proviene, le identità annodate, incuneate, sovrapposte, a volte dolorosamente inconciliabili)

Amelia De Simone – giugno 2014
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