Appartengo alla pelle delle donne fertili e madri,
I miei occhi sono rotondi come i miei fianchi nudi,
E il petto si scuote ai fiati di Adone e Paride,
Il mio corpo disubbidisce al mio sentire,
Lo specchio rimanda fattezze che io non scelsi,
E dolorosamente abito queste carni giuda
Amelia De Simone – ottobre 2014