Io chiedo a te, Creatore senza volto,
Qual è il senso di questi calvari
Dove mi ritrovo in questi smarrimenti.
Dov’è il mio guado,
Cosa può illuminare il mio filo di luce,
E ancora ti chiedo perché io, Padre,
Perché gli occhi così aperti al soffio
Di vita devono restare attoniti e
Non riposare nella desiderata quietudine,
E mentre chiedo, ascolto le tue risposte
Silenti e chiedo non più di capire,
Ma di avere la forza di abbracciare
Questo legno così pesante.
Amelia De Simone – ottobre 2014
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