Si, i miei nudi ti smarriscono,
Non sei pronto ad afferrare le mie forze,
Le mie bili, le mie esultanze, le mie tristezze,
Questi nudi ti inchiodano, ti fanno sentire un dio minore,
Vorresti il corpo facile, senza vesti, e la psiche celata,
Affrontare questa visione richiede un tal coraggio,
Ascoltare, partecipare e non voltarsi per sempre indietro,
E le tue ossa son di ferro, o magari di cartone,
Esagerare é la distorsione di passione,
É quel che tu vedi, senza sapere di ferire
I miei acuti struggimenti,
Dai nomi falsi al nobile sangue furioso.
Redimiti, accoglimi, fatti potente,
Ricalcami e scuotiti dal torpore,
Fatti giaciglio e tana uterina
Per questo fiume tracimante e senza arresto.
Amelia De Simone – ottobre 2014