Non é la pelle tua che ruspa le mie budella
Non é la bellezza che la tenera madre non concepì per te
Non é il moro Paride che non si specchia in te,
Ma solo otri d’acqua che spengono le furie mie
E le sonate in parole e in respiri che ci annodano
Solo questo, e forse quegli occhi sì malinconici e caldi,
E il labbro negro, e il rame delle carni tue.
Solo questo.
E mille altre ragioni che il petto mio tace.
Amelia De Simone – luglio 2014