Svettavi biondo come le spighe
Su carni di bronzo
Scultura sapiente di natura benigna
Occhi profondi che sorridevano
Ancor prima della bocca di ciliegia
Le braccia larghe al mondo
La sorella amata e i fratelli
Tua madre che stringevi a te, mai sazio,
E tuo padre, a cui avevi rubato
I colori Poi la miseria umana,
Ha armato mani vili e maligne
E t’ha fatto muto,
E fisso nelle mura gelide
Ha lacerato il cielo
E buttato tra i rovi
I cuori dei tuoi amati
Riposa in pace, e abbracciati al cielo
E porta ristoro alle lacrime del sangue tuo
E vieni in sogno a quella madre vinta
Accarezzala senza mai staccarti
Fatti ancora figlio del grembo suo
Amelia De Simone – Agosto 2014
(A Raffaele Cesarano 1986-2007, figlio di mia cugina carnale Rosaria Falanga)