Che t’aspettavi

E che t’aspettavi, 
che non ti scavassi a sangue le carni,
 mi sapevi tiepida, 
mi sapevi prato vizzo e non intrigo di radici ed erbe amare?
 e t’aspettavi giacigli dove dormire senza tormenti
 e ti ritrovi le correnti nelle reni molli 
e t’aspettavi d’andare 
e vagare in quei sentieri tortuosi 
senza pagare pegno d’ossigeno e di forze? 
Lo so, non cresce pace nella pancia, 
nè cadono le sentinelle delle mura,
 ma combattere di labbra e stille 
è il moto perpetuo 
delle passioni marziali 

Amelia De Simone – Agosto 2014

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