Chi ha il diritto di starti accanto?*

Chi ha il diritto di starti accanto?*

Chi ti dà calore, serenità, affidabilità, chi aderisce ed è coerente coi tuoi valori etici, chi condivide con te, non sottrae né pretende, chi produce col proprio sudore, senza risucchiarti energie economiche e morali, chi ti rispetta, chi può contraddirti ma con la giusta considerazione della tua opinione e della tua persona, chi non offende la tua identità, il tuo aspetto fisico, la tua famiglia, i tuoi affetti cari, gli amici.
Chi ha interesse per le tue passioni e anche se non le condivide non vi si frappone né le svilisce, chi rispetta le tue scelte professionali e di vita, chi non impone le sue attenzioni fisiche ma attende che sia tua a volerle ed accoglierle benevolmente.
Chi non alza mai la voce, chi non ti deride, chi non ti accusa di mille mancanze, chi non si pone come giudice e come esempio sommo di come si conduce la vita, chi ha attenzione per te e non ti pone nell’invisibilità e nell’anaffettività.
Chi accoglie le tue fragilità e i tuoi momenti di confidenze segrete senza mai riportarle nè farne arma di ricatto e ritorsione , chi crede all’onestà e alla veridicità delle tue parole e non insinua sempre dubbi, e soprattutto chi è felice che tu sia felice.

Amelia De Simone – 12 gennaio 2018

* Rivolto alle donne così come agli uomini: la dignità ed essere riconosciuti come soggetti portatori del diritto all’affetto e al rispetto appartengono a tutti

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Io mi meraviglio, eppure sorgo insieme a te

Io mi meraviglio, eppure sorgo insieme a te

Mi meraviglio d’essere la storia che narri,
mi meraviglio d’essere la cova del tuo seno,
mi meraviglio di provocarti tremori per amore che non si contiene,
mi meraviglio che convogli a me i tuoi pensieri così sommi e cesellati,
mi meraviglio che ti tolga il sonno quando mi ribello ai nostri giuramenti,
mi meraviglio che dedichi a me la luce dei tuoi bagliori mistici,
mi meraviglio che tu mi abbia scelta e ancora mi scelga,
mi meraviglio d’essere innestata come pianta nel tuo terreno così fecondo,
mi meraviglio d’essere la tua linfa e l’aurora di ogni tuo sogno,
mi meraviglio che la mia mano non stanchi mai la tua,
mi meraviglio che posi parole mai udite e baci arditi sulla bocca,
mi meraviglio che a te mi sommi e mi moltiplichi, matematico audace e onirico,
mi meraviglio del suono dei tuoi canti antichi che a me doni,
mi meraviglio delle danze propiziatorie che con i tuoi antenati insceni intorno a me,
mi meraviglio dei giorni che mi consegni completi, senza mai fine.

Io mi meraviglio, eppure sorgo insieme a te

Amelia De Simone – 11 gennaio 2018

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Tu parlami, carne della mia carne

Tu parlami, carne della mia carne

Ora non sei altro che montagna,
un rivolo d’oro sulla pietra arsa,
e quella luce che guizza nella grotta marina,
sei del sole il raggio che trafigge,
la punta acuminata d’un coltello
e l’acqua cheta, la rosa odorosa
e il silenzio sacro degli antichi chiostri,
sei un manoscritto antico e raro,
sei un fiotto di sangue che sgorga dalla bocca,
e occhi avidi di pace,
sei preghiera e rabbia,
sei quiete e furia,
tu parlami, carne della mia carne, io ti dipingo anche nelle parole
che qualcuno, sordo ai canti degli angeli, t’ha celato,
tratteggio i tuoi occhi senza resa,
di quel furore che tiene in vita,
di quel furore che toglie vita
a chi ha dato troppo sangue
e severa ha negato a sé ore e balsamo
fino ai giorni del travaglio,
parlami e lascia che restituisca gli ori alla tua testa nobile
e le peci a chi, corrotto, spense il tuo spirito ardente

Amelia De Simone – 10 gennaio 2018

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Sono terra che trasforma

Sono terra che trasforma

Ruggisce il leone nervoso
eppure sono gazzelle
quelle che corrono
libere nella prateria
del mio cuore matto,
barrisce l’elefante furioso
eppure sono aironi leggeri
quelli che s’alzano in volo
in questo animo sconfinato,
sono terra che trasforma,
sono utero che partorisce
i sogni più intricati,
sono grano che germoglia
fiori e pianto,
sono donna di cemento eppure
cammino sulle punte come
étoile leggiadra

Amelia De Simone – 2 gennaio 2018

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I Poeti ballano con Dio

I Poeti ballano con Dio

I Poeti sono santi,
un po’ eroi e un po’ vigliacchi,
amano, sognano e mangiano.

Sono di pensiero e aria,
eppure hanno ossa
e l’intestino degli uomini veri.

I Poeti salvano,
pur essendo dannati,
elevano gli spiriti
ma poi li trovi in coda a pagare le bollette.

I Poeti coniano parole
e inbastiscono trame,
ballano con Dio
e poi dormono con le ginocchia piegate al petto

 

Amelia De Simone – 21 dicembre 2017

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Un cappotto leggero, quasi un soprabito

Un cappotto leggero, quasi un soprabito

Ho saputo solo ora che sai tutto,
sai che me ne sono andata via,
ho portato un solo vestito, quello che indosso,
i miei orecchini preferiti,
un cappotto leggero, quasi un soprabito,
il mio trucco un po’ stanco,
un sorriso così timido, senza forze.


Sono andata via, amore mio,
da te, dalla mia vita, perché ho troppi dolori,

troppa polvere sulle labbra,
e le spine negli occhi spenti,
vago col mio cappotto troppo leggero,
con la lezione in tasca sulla felicità,
alunna senza disciplina e senza studio,
pallida e vergognosa di muovere
passi senza orme.


Tu mi dai luce e io non rimando luce,
mi stringo nel cappotto troppo leggero,
ho freddo, sola, mi sento sola,
vorrei tornare da te,
non so trovare la strada

 

Amelia De Simone – 24 novembre 2017

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