Quel che mi sorprende

Quel che mi sorprende

Quel che mi sorprende
é ritrovare nella tua carne e nel respiro che mescoli al mio,
il mare, i vicoli, l’erba,
gli odori dell’infanzia, il vocío allegro di giovani donne in strada,
la luna, la gente in festa, il sonno che ristora, un ballo che non finisce mai,
Una musica gitana, un fiore che odora di sole, i disegni degli dei,
un vecchio quaderno di appunti, un vestito
troppo corto, l’indignazione per i soprusi,
cioccolato amaro e zenzero candito, mani intrecciate, un soffio di vento, i marosi, la malinconia, la meraviglia di amare con innocenza, la voglia di raccontarmi e contare le mie ossa.

Mi sorprende che tu possa aprire i miei  occhi ai bagliori senza bruciarli, mi sorprende che tu predìca e voglia contare tutte le mie vittorie, che tu sappia ciò che io non so, mi sorprende  ritrovare nella tua carne e nel respiro che mescoli al mio il mondo visibile e invisibile

Amelia De Simone – 29 luglio 2018

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Quanti anni ha

Quanti anni ha

Quanti anni ha un pezzo di costato,
Un pezzo d’anima andati via

Quanti anni ha un pezzo di cielo cancellato,
Un fiore senza colpe sradicato a forza.

Quanti anni ha chi ti riempie di vuoto il cuore,
Chi parlava con gli occhi ai tuoi occhi.

Quanti anni ha una vita colma della tua assenza,
Un ricordo senza riposo di quanto siamo stati sangue di sangue.

Quanti anni ha chi si é assentato da questo mondo,
Chi s’è fatto oltre, senza verbo e senza il tocco che creavano ristoro

(Io ti penso farfalla, che vola leggera, le ali piene di vita, la luce il tuo destino, per non cedere alle vertigini senza fine)

Amelia De Simone

Alla mia amatissima sorella Beatrice

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Ho una stanza dove tutto é segreto

Ho una stanza dove tutto é segreto

Ho una stanza dove tutto é segreto,

dai silenzi mistici ai sospiri d’amore,

ai ricordi di infante, alle bugie dette,

ai tormenti arrecati,  ai delitti perpetrati,

silenzio é dolore, silenzio é anche gioia,

silenzio é il mio viaggio interiore.

 

Non assenza di suono,

ma silenzio liturgico, ritrovo del pensiero più profondo e vero, nudo e sacro,

é una stanza  senza porte, con accesso segreto per chi ha gli occhi giusti.

Ho una stanza dove tutto é segreto e dove tutto ha il suo ordine,

spirito e carne,

memoria e futuro,

sogno e vita vera

Amelia De Simone – 5 aprile 2018

 

 

 

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E se non so nulla, so d’amarti

E se non so nulla, so d’amarti

Ma che ne sapevo io dell’amore?
Sapevo come si fa, come si fa all’amore,
ma chi mai m’aveva insegnato ad amare e ad amarmi?
Chi mi scrutava così nuda nonostante le vesti indosso?
Chi sapeva cosa c’era dietro il fiume di parole,
o il silenzio infantile e un po’ stolto
o a volte terribile, fatto di dolore e cicuta?
E chi ancora sapeva sfidare i miei pudori,
vincerli e accudirli?
E chi sapeva che nella preghiera avrei ritrovato me stessa,
guarito piaghe e lutti millenari,
e nello spirito riscoperto la comunione col simile illuminato?

Io non sapevo nulla, né sapevo
che uno sciamano quieto avrebbe squarciato ogni sapere
e rotte le vecchie vie sicure e amare,
come acque di parto,
e alla vita nuova mi avrebbe gemmata.

Che ne sapevo di mille cose mai fatte che non hanno più peso,
e di mille che sono storie incise nella pietra dura,
e fulgori nei giorni che lontani dovranno sorgere?
Che ne sapevo d’essere d’una materia rara e di rara vista,
che tu vedi, e agli altri non appare.

Io non so nulla dell’amore, tranne che è potente
quando mi insegni a non resistere, ma ad esistere con coscienza
e nella luce piena.

E se non so nulla, so d’amarti

Amelia De Simone – 14 febbraio 2018

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Mi piace

Mi piace

Mi piace guardarti e misurare la distanza tra il mio naso e il tuo,
tra i miei pensieri e i tuoi,
essere con te, capirti eppure lasciarti quieto nei tuoi dedali,
avere il sottile piacere di nascere dal tuo parto ed essere altro da te,senza essere aliena,
solo una sinfonia dalle note diverse dalle tue.

Mi piace sentire il silenzio tra noi così pieno di fratellanza, generoso di gesti teneri, e le tante parole,
la saggezza che corregge le tristezze inutili e le risate, così allegre, per ricordarci che siamo fatti anche di spensierato disordine e felice ritmo interiore.

Mi piace osservare quella luna della tua testa,
quando con gli occhi socchiusi,mi dono a te e di te mi doni un corpo innamorato, una miriade di illuminazioni, mille testi sacri, braccia nude, nuca fiera, la promessa che la vita é il meraviglioso approdo di chi apre mente e cuore

Amelia De Simone – 15 gennaio 2018

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